Perché l’Arena di Verona era semivuota durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali

Prima volutamente vuote in alcuni settori poi gremite. Così sono apparse le gradinate dell'Arena di Verona durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Quella che è sembrata una pecca logistica in realtà altro non era che uno dei tasselli del mosaico messo in scena per l'evento, che s'è sviluppato secondo un protocollo differente rispetto all'apertura dei Giochi. Allora gli atleti vennero accolti in uno stadio (San Siro) già pieno, domenica sera le esigenze scenografiche (oltre che organizzative) eran ben diverse. E il passaggio dal silenzio visivo della pietra nuda all'impatto della folla di atleti che, dopo aver sfilato, si sono sistemati all'interno delle file di posti lasciati liberi faceva parte del copione e della scaletta della serata. Chiaro l'intento: incastonare lo spettacolo tra le bellezze del patrimonio storico e artistico italiano con attori d'eccezione, che non erano solo i ballerini impegnati nella coreografia ma gli stessi sportivi protagonisti del diorama. Chi ha seguito dall'inizio e con attenzione lo show lo avrà certamente notato: quando le luci di sono accese per il gran finale l'Arena era piena, con le delegazioni divenute parte integrante dei giochi di colore. Quegli spazi era studiati.

Il protocollo Olimpico e la sfilata degli atleti
Una parte consistente degli spalti è stata lasciata libera per permettere agli atleti di tutte le nazioni di sedersi tra il pubblico dopo aver sfilato. Secondo il protocollo olimpico in situazioni del genere, gli atleti non si accomodano sugli spalti dall'inizio dello spettacolo ma prendono fisicamente posto nelle tribune a loro riservate solo successivamente, colmando quei "buchi" notati all'inizio della manifestazione.
Esigenze televisive e scenografiche
L'Arena di Verona è un palcoscenico unico al mondo, ma i suoi spazi sono comprensibilmente ridotti rispetto a un grande stadio olimpico e per questo – al netto del copione e delle esigenze coreografiche – andavano ottimizzati nel miglior modo possibile per la resa dello spettacolo e gli spazi di manovra necessari oltre alla gestione in sicurezza dei flussi di persone. Un dettaglio, quest'ultimo, tutt'altro che secondario poiché la struttura (l'Arena di Verona ha lo scheletro di un edificio storico) comporta una precisione assoluta per la collocazione e la circolazione delle persone. Ecco perché per la prima parte della cerimonia, alcune sezioni degli spalti sono state utilizzate come "schermi" per proiezioni digitali e altri effetti di luce. Se fossero stati subito gremiti, non ci sarebbe stato lo stesso effetto visivo pensato (anche) per il pubblico da casa.

La questione del costo biglietti
Il flop della vendita dei biglietti perché troppo cari, così da giustificare quei vuoti, non ha ragione di esistere alla luce di tutto ciò. I prezzi dei biglietti per la cerimonia erano oggettivamente inaccessibili per gran parte del pubblico (da un minimo di 950 euro a un massimo di 8 mila euro per i posti esclusivi) ma i "buchi" non erano dovuti a questo fattore. E il costo stesso elevato dei ticket era giustificato sia dalla riduzione notevole della capienza sia dall'eccezionalità di uno show/evento di portata mondiale.