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Olimpiadi Invernali 2026

Lindsey Vonn risponde al medico che insinua: “Non si è rotta davvero il crociato come tutti credono”

Lindsay Lonn risponde al medico che non crede alla sua rottura del legamento crociato: “Solo perché a te sembra impossibile non significa che non sia possibile”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Le immagini di Lindsay Vonn col crociato rotto avevano fatto il giro del mondo. La sciatrice e campionessa statunitense nonostante questo prenderà parte alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sorprendendo tutti. La rottura del legamento crociato anteriore a seguito della terribile caduta dei giorni scorsi nella gara di Coppa del Mondo di Crans Montana sembrava averla messa ko e invece non è stato così. L'americana ha fatto di tutto per gareggiare e prenderà parte alle Olimpiadi tornando sugli sci tre giorni dopo l'incidente.

L'ha fatto con un tutore al ginocchio scatenando i dubbi di atleti, tifosi e anche addetti ai lavori, come i dottori. "So che c'è ancora una possibilità e finché ci sarà una solo possibilità ci proverò". Erano stater queste le parole della Vonn a chi le chiedeva come facesse a sostenere una competizione del genere nelle sue condizioni. Dubbi sollevati sui social anche dal dottor Brian Sutterer, esperto in medicina dello sport, il quale con un post ha scritto: "Non credo sia stata rottura del crociato come tutti stanno pensando". La diretta interessata ha prontamente risposto.

"Grazie dottore – si legge nella sua risposta -. Il mio legamento crociato anteriore funzionava perfettamente fino a venerdì scorso. Solo perché a te sembra impossibile non significa che non sia possibile. E sì, il mio legamento crociato anteriore è rotto al 100%. Non l'80% o il 50%. È andato al 100%". La Vonn sembra essere netta nel suo intervento, anche perché il post di Sutterer aveva attirato le attenzioni di diversi tifosi i quali a quel punto non erano anche loro del tutto convinti della versione data dalla sciatrice statunitense e dal suo staff.

Ma cosa c'era scritto? "Qual era lo stato del suo legamento crociato anteriore prima dell'incidente della settimana scorsa? – ha detto il medico esperto in medicina dello sport -. Quello che sta facendo ora non sarebbe quasi così sorprendente in un'atleta di élite il cui ginocchio funzionava già come se il crociato fosse rotto di base. Quando senti storie su ‘tizio e caio ha giocato per anni con un legamento rotto', quello è cronico, il che significa che il corpo ha il tempo di adattarsi e riaddestrare i muscoli per supportare il ginocchio".

Questo dunque il pensiero del dottore che ha poi concluso: "Inoltre, qualcuno che aveva avuto una rottura del crociato precedente potrebbe non essere così gonfio e dolorante con un nuovo infortunio. In sintesi, non penso che questo sia stata una classica rottura del crociato come tutti stanno pensando".

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