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Olimpiadi Invernali 2026

Le Olimpiadi invernali 2030 a Torino: quali gare e che cosa manca per l’assegnazione

Torino è a un passo dall’assegnazione delle gare di pattinaggio di velocità su pista lunga alle Olimpiadi del 2030: cosa manca per l’ufficialità.
A cura di Paolo Fiorenza
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l’Oval Lingotto di Torino durante i Giochi del 2006
l’Oval Lingotto di Torino durante i Giochi del 2006
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Torino è in pole position per ospitare alcune gare delle prossime Olimpiadi invernali, che nel 2030 si disputeranno in Francia, più precisamente nelle Alpi francesi. Il capoluogo piemontese è in ballottaggio con Heerenveen, ma al momento appare in vantaggio rispetto alla città dei Paesi Bassi. Si sono appena conclusi i Giochi 2026 – un'edizione indimenticabile per il nostro Paese, che ha portato a casa un bottino record di 30 medaglie – e tuttavia potrebbe non essere necessario attendere altri 20 anni (com'era accaduto dopo l'edizione del 2006, che si era svolta proprio a Torino) per accogliere in Italia atleti di tutti il mondo per la rassegna a cinque cerchi.

Le Olimpiadi invernali 2030 si svolgeranno nelle Alpi francesi, ma con un'eccezione: Torino in pole

Le Olimpiadi invernali 2030 erano state assegnate ufficialmente alle Alpi francesi nel 2024 e già all'epoca si sapeva con certezza che alcune gare non si sarebbero svolte sul suolo francese: si tratta di quelle del pattinaggio di velocità su pista lunga (in cui sul ghiaccio di Milano abbiamo ammirato Francesca Lollobrigida e Jutta Leerdam), visto che la Francia non ha un palazzetto con anello di 400 metri di livello mondiale e si è deciso di non costruirne uno nuovo. L'impianto sarebbe costato troppo per essere usato solo per due settimane e poi abbandonato, considerando anche che in Francia non c'è una grande tradizione in questa disciplina.

Dunque è già deciso che le gare di speed skating (non lo short track) saranno spostate fuori dalla Francia, come ufficialmente confermato dal comitato organizzatore di French Alps 2030. Le opzioni principali circa la nuova sede delle prove in questione sono due: l'Oval Lingotto di Torino (ovvero l'anello utilizzato ai Giochi 2006, ancora funzionante e perfetto per lo scopo) oppure l'arena Thialf di Heerenveen nei Paesi Bassi.

Enrico Fabris festeggia l’oro vinto nei 1500 metri all’Oval Lingotto di Torino nel 2006
Enrico Fabris festeggia l’oro vinto nei 1500 metri all’Oval Lingotto di Torino nel 2006

Perché Torino è favorita su Heerenveen per ospitare le gare olimpiche di pattinaggio di velocità nel 2030

Come detto, Torino sembra decisamente avanti rispetto alla concorrenza olandese, al punto che diversi media internazionali parlano della città piemontese come sede fortemente probabile per le gare di pattinaggio di velocità del 2030, sia per quanto riguarda le Olimpiadi che le Paralimpiadi. Non c'è ancora una decisione finale annunciata dal comitato organizzatore o dal CIO, ma Torino è in pole grazie a vicinanza logistica, costi bassi per l'ammodernamento della pista (meno di 10 milioni stimati, con copertura bancaria già ottenuta) e ottimi collegamenti (stazione ferroviaria e metro vicinissime).

Già nel luglio del 2024 il sindaco di Torino Stefano Lo Russo aveva commentato con entusiasmo la candidatura della città per ospitare alcune gare dell'edizione 2030, spingendosi a darla quasi per certa. Qualche giorno fa, Lo Russo è tornato sull'argomento dicendosi "fiducioso" e in attesa di risposte dalla Francia, dopo aver inviato a Parigi un nuovo dossier aggiornato. Anche Gianni Malagò, ex numero uno del CONI e presidente della Fondazione Milano Cortina, ha parlato di "valutazioni in corso dal comitato francese" dopo i sopralluoghi fatti recentemente nei due impianti dell'Oval Lingotto e di Thialf.

L’Oval Lingotto di Torino richiede costi contenuti per essere ammodernato
L’Oval Lingotto di Torino richiede costi contenuti per essere ammodernato

Cosa manca per l'assegnazione ufficiale delle prove di speed skating su pista lunga a Torino

Insomma Torino ha fatto tutto quello che doveva fare, dal dossier di candidatura dell'Oval Lingotto inviato ufficialmente il 6 febbraio 2026 (aggiornato rispetto a quello del 2024) alla disponibilità di alcune fondazioni bancarie piemontesi per coprire i costi dei lavori necessari per risistemare l'impianto. A questo punto la scelta finale dipende dal Comitato organizzatore French Alps 2030, che deve valutare sotto ogni punto di vista la proposta torinese e quella di Heerenveen. La sostenibilità economica e la vicinanza sono i punti forti di Torino, come ripetuto dal sindaco Lo Russo. La decisione arriverà entro giugno di quest'anno, quando il CIO ratificherà il programma sportivo completo e le sedi definitive.

Sarebbe una sorpresa se non la spuntasse la città italiana, che dunque avrebbe una sorta di ‘risarcimento' dopo essere rimasta fuori – cedendo il passo alle sole Milano e Cortina – dall'organizzazione delle Olimpiadi 2026.

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