Il medagliere ideale dell’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina: quali medaglie possiamo vincere

Ecco i nostri Giochi Olimpici, dopo solo venti anni dall’ultima volta, Torino 2006, l’Italia torna a ospitare le Olimpiadi della neve, tra insofferenze e indifferenze, si spera, solo fino al momento in cui la fiamma inizierà ad ardere. La cerimonia di presentazione a San Siro sarà per il 6 febbraio e già il 7 febbraio, sulla Stelvio di Bormio si mangeranno unghie per la tensione azzurra. L'Italia sogna in grande, spera di conquistare almeno venti medaglie.
Franzoni e Paris sognano nella discesa libera
La discesa libera maschile fino a un paio di mesi fa era bottino quasi certo della “Swiss Army” di Marco Odermatt, Franjo von Allmen e Alexis Monney. E invece negli ultimissimi tempi ci siamo affacciati con Giovanni Franzoni, vincitore sulla Lauberhorn di Wengen e l’eterno Dominik Paris, secondo nell’ultima discesa della Coppa del mondo a Crans Montana. Tra i due potrebbe essere maggiormente favorito il primo, ma Paris su questa pista ha vinto sei volte, per cui è di casa.
Come primo giorno non c’è tanto altro da chiedere. Francesca Lollobrigida è medaglia d’argento in carica dei 3000 m nello speed skating, ma ha da poco comunicato come una brutta infezione virale l’abbia condizionata pesantemente nel percorso verso Milano-Cortina.

L'Italia ha chance nel biathlon
Se il primo giorno segna una partenza senza troppi grilli per la testa, domenica 8 febbraio è da cardiopalma. Si inizia con la discesa libera femminile e non si può non pensare che Sofia Goggia abbia fatto tutto quello che si doveva fare per diventare un mito ancora più grande proprio a Cortina. Altra carta pesantissima è poi la staffetta mista di biathlon, in cui abbiamo quattro atleti (Giacomel-Hofer per gli uomini, Vittozzi-Wierer per le donne) in ottimo per non dire grande spolvero in questa stagione. L'ultima staffetta mista in Coppa del mondo è stata vinta dall'Italia a Nové Město.
A 45 anni Roland Fischnaller cerca la medaglia
Pochi minuti dopo c'è la "valanga azzurra su tavola" che potrebbe fare la storia. Nei sette giganti paralleli di snowboard disputati in questa stagione, l'Italia ha vinto cinque volte, aggiungendo altri sei podi sparsi. Hanno vinto Bormolini, March, Felicetti e soprattutto Roland Fischnaller, che a 45 anni vuole vincere la sua prima medaglia olimpica. Ma non solo uomini. Elisa Caffont e Lucia Dalmasso hanno raggiunto entrambe una piena maturità atletica, proprio al momento giusto. Potrebbe essere la grande Olimpiade dello snowboard azzurro.
Tra i 5000m nello speed skating di Davide Ghiotto e lo slittino singolo uomini, una fiche sarebbe da giocare su quest'ultima disciplina, dove abbiamo un altro Fischnaller, Dominik, di regola sempre dietro a tedeschi e austriaci ma che sulla pista italiana…
Martedì 10 febbraio tocca ad Arianna Fontana
Se domenica 8 potrebbe essere una domenica da ricordare, lunedì 9 febbraio potrebbe essere "blue", come di consueto è il lunedì in questa stagione. Pochissime chance di ottenere medaglie se non da Flora Tabanelli, tornata di corsa da un brutto infortunio al ginocchio, in azione in quella che non è neanche la sua disciplina principe, lo slopestyle dello sci freestyle, così come poche ma soprattutto confuse speranze sono da riporre nella combinata a squadre maschile dello sci alpino. Se Vinatzer mettesse giù la gara delle gare, un pensiero potremmo anche farlo.

Andiamo un po' sull'ottovolante quanto ad attese in questi primi giorni. Martedì 10 febbraio infatti è da vivere tutto d'un fiato perché c'è la staffetta mista nello short track, con Arianna Fontana e Pietro Sighel a guidarci, poco dopo c'è la finale della sprint nello sci di fondo. Federico Pellegrino non è il favorito in tecnica classica, ma è un campione, l'unico per adesso che abbiamo in questa disciplina così tanto nostra in passato. Nel primo pomeriggio c'è Tommaso Giacomel nella gara storica per il biathlon, l'Individuale e verso la fine del pomeriggio potrebbe esserci il doppio misto del curling, campione olimpico in carica, Mosaner-Constantini. Insomma, c'è tanto da sperare qui.
Dorothea Wierer e Vittozzi a caccia della storia
Mercoledì 11 tornano gli uomini della velocità e Franzoni ha fatto vedere grandi cose quest'anno anche in SuperG. Certo, c'è Marco Odermatt (e tanti altri), ma ci incolleremo alla tv. Come per gli uomini, anche fra le donne abbiamo la carta giusta nell'Individuale di biathlon, anzi ne abbiamo due, Wierer e Vittozzi. Poi sono da segnalare due coppie, quella del doppio slittino donne, Andrea Vötter e Marion Oberhofer e quella della danza su ghiaccio, Charlene Guignard e Marco Fabbri. Una serata di sicuro movimentata.

Goggia e Brignone nel Super G
Giovedì 12 si prevede movimentato dal mattino presto. Si parte con il SuperG di Goggia e Brignone, anche se sappiamo in che condizioni è Federica. Poi almeno tre carte forti: la gara a squadre nello slittino, che in Coppa del Mondo spesso ci porta sul podio, la "gara" di Arianna Fontana, i 500m nello short track (vinti nelle ultime due edizioni olimpiche), così come i 1000m sempre nello short track sono la gara di Pietro Sighel. Potremmo vivere una serata veramente intensa sul ghiaccio.
Venerdì 13 non deve portare male soprattutto a tre azzurri che si giocano tanto. Nella sprint uomini del biathlon Giacomel è in lizza fra i migliori e fare podio qui vuol dire non solo prendere una medaglia olimpica ma anche lanciarsi bene nell'inseguimento. La seconda faccia che ci siamo giocati a Losanna nel 2019 quando siamo riusciti a farci preferire nell'organizzazione di questi Giochi Olimpici era quella di Michela Moioli, che nello snowboardcross ha le carte in regola per regolare le altre. E infine i 10000m di Davide Ghiotto. Lo scorso anno era una medaglia quasi certa, quest'anno la concorrenza è cresciuta.
Federica Brignone ci proverà anche nello slalom gigante
Quasi quasi a San Valentino ci starebbe una cena fuori con il proprio partner perché grandi attese azzurre non se ne vedono. Se qualcuno non fa l'exploit della vita (Vinatzer in gigante), l'unica vera gara in cui ci giochiamo qualcosa è la sprint femminile del biathlon, soprattutto con Lisa Vittozzi.
Domenica 15 febbraio invece consiglio una giornata casalinga perché c'è tanto, in primo luogo il gigante femminile con Federica Brignone. Già solo il fatto che Federica ci sia è già enorme, ma di fronte a una campionessa il piatto è sempre ricco. Due inseguimenti due nel biathlon e se Vittozzi e Giacomel nella sprint hanno fatto i bravi, anche qui si punta forte su una medaglia. Lo snowboardcross a coppie con Moioli di sicuro titolare e l'uomo ancora da scegliere è forse la gara del cross su cui farci venire l'acquolina migliore.

Lo slalom maschile e lo Speed Skating
Lunedì 16 febbraio è la giornata più enigmatica per noi. Flora Tabanelli era una carta quasi sicura nel Big Air dello sci ma non ha gareggiato in stagione perché si è infortunata. Lo slalom maschile sta nelle mani a volte "de piuma", a volte "de fero" di Alex Vinatzer e non sai mai che sorpresa viene fuori. Arianna Fontana reggerà anche i 1000 metri e, prossima domanda, Sara Conti e Niccolò Macii reggeranno la pressione nel pattinaggio di figura? Questa giornata è da scervellarsi.
Martedì 17 dobbiamo puntare tutto sulla staffetta uomini dello Speed Skating. Gli uomini ci sono, i risultati in stagione pure, per cui possiamo pensarci. Con una leggerissima speranza possiamo guardare anche a Miro Tabanelli nel Big Air maschile. Non è ai livelli della sorella tra le donne, ma l'exploit può anche piazzarlo.
Sci alpinimo e skicross
Anche mercoledì 18 sarebbe meglio concentrarci interamente sulla staffetta sprint maschile dello sci di fondo. Pellegrino c'è, bisogna capire chi è più in forma tra Graz e Barp e possiamo pensare anche di arrivare secondi perché il primo posto è già opzionato dalla Norvegia. Quello che è successo a Rebecca Passler prima dei Giochi non dovrebbe scombussolare troppo la staffetta femminile nel biathlon, anche perché nei podi di quest'anno in Coppa del mondo con Vittozzi e Wierer hanno gareggiato Michela Carrara e Hannah Auchentaller. Sognare non costa nulla.
Giovedì 19 c'è solo lei, Giulia Murada, nella sprint dello sci alpinismo. Le francesi, con Emily Harrop in testa, sembrano insuperabili ma Giulia ha piazzato già due podi in questa stagione. Venerdì 20 torna in pista Tommaso Giacomel nella mass start e se gli astri si incastrano questa può davvero diventare l'Olimpiade di Giacomel. Jole Galli nello skicross femminile nell'ultima stagione ha dato prove di maturità e spesso ha conquistato la finale, come anche la staffetta maschile nello short track. Nelle staffette la vera finale è in semifinale.

Sabato 20 è il turno di Simone Deromedis nello skicross maschile. Tre anni fa è stato campione del mondo e nelle ultime uscite ha dimostrato di salire di condizione. La mass start femminile del biathlon è terra in cui può seminare Lisa Vittozzi e si spera che Francesca Lollobrigida possa dare un calcio alla sfortuna ed essere in buona forma per la sua mass start nello speed skating. Al maschile poi, stessa competizione e sport, uno dei nomi di riferimento nel mondo è quello di Andrea Giovannini.
L'ultimo giorno è con quattro finali ma nessuna è realmente alla portata di una nostra medaglia. Se poi Patrick Baumgartner nel bob a 4 riuscisse a fare una mezza impresa dopo un'ottima stagione in Coppa del mondo, sarebbe davvero la ciliegina sulla torta.
L'obiettivo per il medagliere è ripetere Lillehamer, l'Olimpiade dei record
La carrellata sulle speranze azzurre è piena ma è anche da dita incrociate perché, al di là di un paio di atleti con un podio davvero probabile, abbiamo tanti atleti forti ma non dominanti (non ci sono i Tomba-Compagnoni-Zöggeler-Belmondo di una volta per intenderci, anche se il nostro talento è diffuso). Si sta parlando di 20 medaglie come obiettivo capace di renderci felici, eguagliando Lillehammer 1994, quando Silvio Fauner batté i norvegesi, c'erano Stefania Belmondo, Manuela Di Centa nel fondo e Isolde Kostner in velocità. Probabilmente ha più senso non tanto guardare a Torino 2006, chiusa con 11 medaglie, quanto a Pechino 2022, ottima Olimpiade con 17 medaglie totali. Già replicare i Giochi cinesi sarebbe una vittoria.