Heraskevych squalificato dalle Olimpiadi per il casco con gli atleti ucraini morti in guerra

Vladyslav Heraskevych non fa un passo indietro e vuole portare in gara il casco che commemora gli atleti ucraini morti in guerra: è il suo modo di omaggiarli e di portare la loro storia alle Olimpiadi Invernali ma il CIO gli ha vietato di indossarlo nelle apparizioni ufficiali, fermando il suo messaggio. Diverse federazioni si sono schierate dalla parte del portabandiera dell'Ucraina che ha deciso di non rispettare le direttive ed è stato squalificato dalle Olimpiadi Invernali: si è presentato alle batterie della gara di skeleton con il casco che riporta i volti dei suoi connazionali rimasti uccisi e per questo non potrà più competere ai Giochi.
Alla vigilia della gara lo skeletonista ha ammesso apertamente la volontà di sfidare il divieto, sostenendo che non avrebbe portato altra attrezzatura per sostituire il casco. In questi giorni ha continuato a indossarlo durante gli allenamenti, che ieri ha concluso con un grande primo posto, ma non essendo trasmessi in tv non ha sollevato nessun problema. Il CIO gli ha vietato di usarlo esortandolo a rispettare la regola 50 che vieta manifestazioni o propaganda politica nelle sedi di gara olimpiche, ma l'atleta su Instagram ha ribadito che voleva gareggiare con il suo casco, senza modifiche nonostante la possibilità di squalifica che si è effettivamente concretizzata prima della gara di oggi.
Il messaggio di Heraskevych, non rinuncia al suo casco
Il caso ha suscitato grande clamore nei giorni scorse e diverse federazioni si sono schierate al fianco dell'ucraino che vorrebbe gareggiare con il suo casco commemorativo. Ha affisso lì i volti degli atleti uccisi durante i quattro anni di guerra: alcuni, come ricorda lui stesso, hanno perso la vita da giovanissimi e vuole approfittare del palcoscenico delle Olimpiadi per far conoscere a tutti la loro storia. Il CIO lo ha fermato, additando il suo messaggio come propaganda politica, ma Heraskevych poche ore prima della gara a Repubblica aveva dichiarato di volerlo usare comunque: "Non tradirò gli atleti che hanno sacrificato le loro vite: grazie a questo sacrificio posso essere qui adesso, alle Olimpiadi".
Per le batterie di skeleton in programma questa mattina ha portato unicamente il suo casco, senza averne uno di riserva che per tempistiche sarebbe stato difficile da adattare. Nello skeleton il casco non funge solo da dispositivo di protezione, ma è fondamentale per l'aerodinamicità e la buona riuscita della gara. Heraskevych punta anche il dito contro Fischnaller che è sceso in pista nella gara di snowboard con la bandiera russa sul casco, anche se in quel caso il CIO ha deciso di non fermarlo perché sul suo casco c'erano tutte le bandiere dei paesi in cui ha gareggiato alle scorse olimpiadi e dunque non veicolava alcun messaggio politico.
La squalifica del CIO
Martedì il Comitato Olimpico aveva proposto all'ucraino di indossare un bracciale nero in segno di lutto come alternativa, una proposta che l'atleta ha rifiutato: stamattina si è presentato con il "casco della memoria", come lui stesso lo aveva chiamato, e non avendo alternative è scattata la squalifica. Heraskevych aveva incontrato anche la presidente del CIO Kirsty Coventry per discutere della questione, ma ha deciso di non fare passi indietro e di non cambiare casco perché il messaggio che portava era più importante di qualsiasi altra cosa. Per questo è stato squalificato da queste Olimpiadi Invernali e non potrà prendere parte alle batterie: nell'ultima prova cronometrata alla vigilia della gara aveva segnato il miglior tempo, scendendo in pista sempre con il suo casco commemorartivo.