Olimpiadi Invernali 2026

Francesca Lollobrigida: “Non è vero quello che si dice su Jutta Leerdam. Ho letto cose brutte”

Francesca Lollobrigida, per ora due medaglie d’oro a Milano-Cortina 2026, ci ha raccontato le sue vittorie, il papà che l’ha incoraggiata ad andare avanti e anche l’altra icona del pattinaggio, l’olandese Jutta Leerdam.
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Due medaglie d'oro in queste Olimpiadi invernali, e in attesa delle ultime due gare che potrebbero aggiungere altra gloria, Francesca Lollobrigida si gode un momento di pausa nell'Olimpiade che, oltre alle gioie sportive, l'ha catapultata nelle case di tutto il Paese. Spontanea, come i festeggiamento con il figlio che hanno fatto il giro del mondo, solare e soprattutto vincente, incontriamo Lollobrigida nel pomeriggio dove l'Italia del ghiaccio aggiunge la medaglia d'oro nell'inseguimento maschile a squadre.

Riavvolgiamo il nastro Francesca, com'è stata la prima medaglia d'oro alle Olimpiadi?
Nei 3mila metri io ero nella terzultima batteria, quindi già sapevo di doverla vincere e poi di godermi un attimo quell’agitazione per le altre due batterie. Dopo la mia avevo la medaglia di bronzo assicurata, infatti ero andata dall'allenatore tutta contenta, e stavo asciugando i pattini quando guardo i tempi dell’ultima batteria. Poi vedo che pian piano si avvicinava tutto il resto della squadra e io continuavo a guardare in basso e loro: “Sì, sì, ce l’hai fatta”. È stato veramente pazzesco.

E quella nei 5mila?
Diversamente è stato per i 5mila metri: ero nell'ultima batteria [sapeva che tempo battere] ho spinto fino alla fine, sono arrivata alla fine del rettilineo finale, non arrivava più. Quando ho tirato su lo sguardo ho visto verde, ho visto “prima” ho detto: sì! Volevo esultare, ma ero un attimo piegata perché ero morta, distrutta.

Francesca Lollobrigida dopo la vittoria nei 5mila a Milano Cortina.
Francesca Lollobrigida dopo la vittoria nei 5mila a Milano Cortina.

Tuo padre Maurizio ci ha raccontato delle difficoltà che hai avuto prima delle Olimpiadi, lui insieme ad altri ti ha spinto a non mollare.
Quella che sono, le medaglie che ho portato, è un lavoro di squadra. La squadra è fondamentale ed è ovvio che la prima squadra è la famiglia. Ma non è da meno la Federazione e il mio gruppo di allenamento, perché noi come squadra ci alleniamo più di 250 giorni fuori, siamo tutti insieme e quindi le vittorie sono anche parte dei miei compagni. Io spero di averli incoraggiati e posso dire che se la stanno giocando e si meritano tantissimo anche loro [e dopo l'intervista arriverà la medaglia d'oro nell'inseguimento a squadre maschile].

Tuo papà ti ha detto: “Anche zoppi andiamo alle Olimpiadi”.
È vero, perché comunque dietro di me c'è stato un progetto. Mio padre ha una visione molto più ampia, era anche un ringraziamento di tutto il percorso e di tutto il supporto che io ho ricevuto, e quindi se io magari dentro di me non mi sentivo pronta dovevo comunque onorare le Olimpiadi. La parola grazie comunque non rende l'idea, io gli devo tantissimo, perché veramente ha sempre creduto in me e posso dire che non ha mai mollato. Vederlo commosso ripaga anche lui di tutto quello che la mia famiglia ha fatto per me. Perché sono convinta che i giovani quando si approcciano a uno sport è grazie alla famiglia, il primo trampolino di lancio parte dalla famiglia.

Tu sei diventata un'icona in queste Olimpiadi, un'altra icona sempre del pattinaggio è l'olandese Jutta Leerdam. Vi siete sentite?
Noi ci conosciamo, mi segue pure eh, con tutti i followers che ha [ride]. Ho avuto anche occasione di allenarmi con lei, mi è anche dispiaciuto leggere delle cose brutte durante l'Olimpiade [per le critiche ricevute su come si comporta]: non è vero perché lei è buona, non nega mai una foto, un sorriso. Quando io sono tornata dalla maternità, mi ha abbracciata tantissimo, ho sentito proprio il calore e tuttora mi dice: “Sei una forza della natura”. Detto da lei voglio posso reputarmi fortunata.

Jutta Leerdam, anche per lei una medaglia d’oro nel pattinaggio alle Olimpiadi invernali.
Jutta Leerdam, anche per lei una medaglia d’oro nel pattinaggio alle Olimpiadi invernali.

Hai accennato alle critiche che lei ha ricevuto, anche tu hai incassato delle critiche ingiustificate per i festeggiamenti con tuo figlio Tommaso. Come ti spieghi questo livore sui social?
Non voglio mettere ancora veramente brace sul fuoco, ci sono rimasta male perché non sono comunque abituata a tutta questa attenzione mediatica. Io ho semplicemente fatto un gesto che mi sono sentita sia da madre che da atleta, ma prima ancora da mamma, perché io mi sveglio la mattina che sono una mamma, poi sul campo, sulla pista, in allenamento sono un'atleta. In quel momento, a fine gara, ero tutte e due o ero solo mamma? Non lo so, volevo vedere solo mio figlio che è stato veramente la mia forza in questi in questi anni .Sono convinta che ci saranno sempre persone che parleranno bene o persone che parleranno male: ecco, io vorrei focalizzarmi di più e ringraziare quelle che parlano bene.

Ti toglierai qualche sfizio dopo questi due ori? Ci sono anche i premi del CONI [180mila euro per ogni medaglia d'oro]: non pensi che siano troppo bassi per quello che avete fatto?
No, che troppo bassi, va benissimo così. Ci penserò, stiamo pensando con mio marito di allargare la famiglia, magari vediamo di allargare anche casa.

Tu sei tifosa della Roma, ti ha scritto qualcuno del mondo Roma?
Sono stata contentissima che sulla pagina Instagram mi hanno fatto i complimenti, sia per la 3mila che per la 5mila, e non vedo l'ora di tornare allo stadio. Ovviamente con mio figlio e mio marito, che è milanista.

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