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Federica Brignone non voleva scendere nella seconda manche del gigante a Cortina: cosa è successo

Federica Brignone ha vissuto momenti molto difficili tra la prima e la seconda manche del gigante olimpico che l’ha consegnata alla leggenda: “mi sono dovuta autolesionare per costringermi a partire”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Federica Brignone alle Olimpiadi di Milano Cortina ha fatto qualcosa che è "fuori dalla portata degli esseri umani", per usare le parole di Paolo De Chiesa. Con questa premessa, trovare aggettivi – per quanto iperbolici – per descrivere le due medaglie d'oro vinte in Super G e in gigante dalla 35enne valdostana non ha davvero senso. Bisogna semplicemente inchinarsi, come hanno fatto le sconfitte Hector e Stjernesund subito dopo l'arrivo. E ricordare in che condizioni era Fede qualche mese fa, dopo essersi distrutta la gamba sinistra. Ferite profondissime, non solo fisiche ma dell'animo. "I miei mostri", li ha chiamati la Brignone dopo il trionfo in gigante. Mostri che le avevano presentato il conto prima della partenza della seconda manche, al punto da farle pensare di non partire.

Perché Federica Brignone ha pensato di non scendere nella seconda manche del gigante olimpico

"Due manche, l'attesa tra una e l'altra, il buio che scende, tutti che ti aspettano": questi erano i pensieri, sempre più ansiogeni, che agitavano la mente della pluricampionessa olimpica e mondiale. Federica ha fatto il possibile per superare quei momenti nel paio d'ore che la separavano dalla seconda manche: "Ho lavorato col fisioterapista per sciogliere la tensione accumulata. Ho chiuso gli occhi per allontanare i pensieri inutili".

E tuttavia "i mostri" non le hanno dato tregua: "Poi ho avuto un momento in cui mi è sembrato che esplodesse tutto, non volevo scendere, mi sono dovuta autolesionare per costringermi a partire. In gara si sta in uno stato di massima allerta, come quando si ha paura di morire. Una volta tagliato il traguardo ho sentito il boato ed è stato incredibile", ha raccontato a ‘Repubblica'.

"Scambierei le mie due medaglie olimpiche per tornare indietro e non subire questo infortunio"

Per far capire bene la gravita dell'infortunio e il livello di sofferenza affrontati da Federica, basta sentire le sue parole sul futuro: "Tornare come prima? È impossibile. Mi sono rovinata completamente la gamba e il ginocchio, e ogni giorno è una lotta. Ci vorrà tempo, la tibia non è più allineata, ha un buco. La mia è stata una frattura multipla, e non ho mai voluto pensare a quanto fosse grave. La gente credeva che non sarei tornata più, ma io ribattevo: ‘No, io torno'. Per due mesi non sono riuscita nemmeno a piegare la gamba, e ancora adesso non so se potrò più giocare a tennis. Scambierei le mie due medaglie olimpiche per tornare indietro e non subire questo infortunio".

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