Come fa Klaebo a correre sugli sci in salita: un trucco “illegale” lo ha reso imbattibile alle Olimpiadi

Johannes Hosflot Klæbo è il campione norvegese che alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina ha reso virale una disciplina di pura resistenza come lo sci di fondo offrendo spettacolo di potenza esplosiva in salita, raggiungendo una velocità di 18,4 km/h. La sua corsa ha rivoluzionato il modo di affrontare quei tratti impervi, trasformando un momento di fatica estrema in un vantaggio tattico devastante: laddove la maggior parte degli atleti avrebbero continuato a marciare sfruttando l'effetto scivolamento anche in pendenza, la sua andatura ha stupito per la straordinaria accelerazione sia gli avversari, che non sono riusciti a stargli dietro, sia il pubblico da casa. La domanda che sorge spontanea è: come fa a procedere come un maratoneta, mulinando gambe e sci assieme, macinando metri e secondi, accumulando un vantaggio così ampio da potersi perfino fermare, concedere un inchino al pubblico e sbirciare cosa accade alle spalle?
Perché la sua andatura è "illegale" anche se non viola il regolamento
Una dimostrazione di tecnica e potenza impressionante che rompe gli schemi del regolamento ma senza violarlo, e in questo senso è "illegale". Perché? Nella sua disciplina gli sci devono restare sempre paralleli o a lisca di pesce (con le punte aperte) ma gli atleti non devono mai sfruttarli per imprimere una spinta laterale simile a quella del pattinaggio altrimenti scattano sanzioni disciplinari anche gravi (squalifica). Come fa a tenere quella frequenza di passi così alta? Ha sviluppato una tecnica che sembra "illecita" rispetto al movimento tradizionale ma è perfettamente lecita perché Klaebo riesce a darsi una spinta verticale. È questo il suo "trucco" biomeccanico che lo ha reso il re del fondo: ha sperimentato su pendenze estreme quel che aveva intuito, ovvero che la frequenza della falcata (sia pure limitata dagli sci) puà essere più efficace della lunghezza della scivolata.
Come fa il fondista norvegese a correre con gli sci ai piedi
Il talento di Klaebo si mescola alla tecnica, all'esperienza, alla coordinazione perfetta nei movimenti di braccia e gambe, a una forza muscolare fuori dal comune. Il campione norvegese prende tutti questi fattori, li mette assieme e ne trae prestazioni straordinarie. Basta osservarlo per comprendere quanto è speciale: non appoggia lo sci di piatto, lo pianta con forza e con ritmo elevata, preferisce la progressione verticale esplosiva (ecco perché riesce a correre sulla neve) all'effetto scivolamento che accomuna tutti gli altri concorrenti. Così riesce a non perdere trazione e mantenere l'inerzia verso l'alto quando si trova sulle rampe dei percorsi.
Sfida la biomeccanica e vince ma lo fa mettendo in atto una strategia particolare. Si tiene in scia e difficilmente tira il gruppo dall'inizio. Ascolta la frequenza cardiaca e quando sente che il "motore" ha raggiunto i giri giusti parte e se ne va, raggiungendo in piano velocità superiori ai 30-35 km/h.