Verstappen gira al Nurburgring dopo le voci sul ritiro dalla F1 mentre Red Bull resta a Suzuka per un test

Il dopo Suzuka racconta meglio di molte parole il momento che sta vivendo Max Verstappen. Dopo un GP del Giappone chiuso soltanto all'ottavo posto, con una Red Bull lontana dai migliori e intrappolata nei limiti della nuova F1 2026, l'olandese non è rimasto nel Paese del Sol Levante per la due giorni di test Pirelli organizzata subito dopo la gara.
A Suzuka sono rimasti gli altri piloti titolari di Red Bull e Racing Bulls a svolgere il lavoro di test sugli pneumatici, con il quattro volte iridato che potrebbe essere sostituito sulla RB22 dal collaudatore Yuki Tsunoda (oggi invece hanno girato Lawson e Hadjar). Un dettaglio che pesa anche sul piano dell'immagine, perché arriva proprio mentre attorno a Verstappen continuano a girare le voci sul possibile addio anticipato alla Formula 1.
Dopo il weekend giapponese, invece, il 28enne di Hasselt ha scelto di tornare a guardare altrove. Il riferimento è al Nurburgring, pista che in questo momento sembra rappresentare molto più di una semplice evasione. Già prima di Suzuka aveva confermato che avrebbe corso anche ad aprile nonostante la lunga pausa del calendario F1, e il suo programma endurance resta apertissimo. Sullo sfondo c'è la preparazione per altri appuntamenti sulla Nordschleife e, più avanti, per la 24 Ore del Nurburgring in programma a maggio.
Il contrasto è forte e si lega perfettamente al clima delle ultime ore. Da una parte la Red Bull resta in Giappone ad accumulare dati (seppur limitati trattandosi di un test Pirelli) per cercare risposte tecniche, dall'altra Verstappen si riavvicina a quel mondo GT che oggi gli restituisce più entusiasmo di questa Formula 1. Le sue recenti aperture a un possibile ripensamento sul futuro, maturate dopo l'ennesimo attacco al regolamento 2026, fanno il resto. Non è ancora una rottura, ma il segnale è netto: mentre il team prova a rimettere insieme i pezzi a Suzuka, il suo campione guarda già altrove.