Poggiali racconta la Ducati nei test MotoGP: “Ho visto Bagnaia più rilassato e Marquez non al 100%”

Ducati si è ripresentata ai primi test prestagionali della MotoGP 2026 a Sepang da moto campione e con un gruppo che, sulla carta, resta il riferimento: Pecco Bagnaia e Marc Marquez nel team ufficiale, Alex Marquez con pacchetto "da ufficiale" in Gresini, e gli alfieri VR46 Di Giannantonio e Morbidelli a completare la galassia Ducati in griglia, mentre Fermin Aldeguer è costretto a rincorrere per l'infortunio che lo terrà fuori anche dall'inizio del Mondiale. A Sepang la Ducati ha ribadito forza, densità e profondità: dominando sia per quel che riguarda le simulazioni di qualifica (con i cinque piloti motorizzati dalla casa di Borgo Panigale in top-6 con il solo Bezzecchi su Aprilia unico a tenerne il passo) che nella simulazione di Sprint Race. È in questo contesto che abbiamo intervistato Manuel Poggiali: per capire che aria tira davvero nel box dopo il 2025, come si sta lavorando sulla GP26 e quali segnali arrivano dai piloti più attesi.
Poggiali è un ex campione del mondo (125cc e 250cc) che oggi vive il paddock dall'altra parte della barricata: è il rider's coach Ducati, figura sempre più centrale nel lavoro moderno di un team. Traduce dati e sensazioni in indicazioni pratiche, aiuta i piloti a "leggere" la moto, a costruire il giro e a trovare ripetibilità sul passo, senza invadere il ruolo di ingegneri e capotecnici. È, in sostanza, l'uomo che sta tra il cronometro e la testa del pilota: un lavoro tecnico, quotidiano, fatto di dettagli.

Dalla chiacchierata di Fanpage.it con il coach dei piloti della casa di Borgo Panigale escono alcune indicazioni chiare. La prima: "il clima è sempre lo stesso", nessuna rivoluzione interna dunque, solo concentrazione e metodo. La seconda: sulla GP26 niente è stato bocciato, ma non tutto è "ancora chiaro" con alcune soluzioni che andranno capite meglio e valutate su piste diverse. La terza: Bagnaia è apparso "più rilassato" rispetto al finale della passata stagione, mentre Marc Marquez "sta abbastanza bene" ma "non è ancora al 100%" dopo lo stop, con l'obiettivo fissato su quando conteranno i punti. E poi c'è il capitolo Gresini: Alex e l'ultimo step da fare in termini di continuità, Aldeguer da ricostruire senza fretta dopo l'infortunio.
Com'è il clima in Ducati nel 2026 rispetto al 2025?
"Il clima è sempre lo stesso e soprattutto siamo molto concentrati sullo sviluppo della moto e sul preparare al meglio i test in vista di una stagione che sarà molto lunga e difficile come sempre".
Nel metodo di lavoro è cambiato qualcosa?
"No, il lavoro è stato esattamente lo stesso. Il terzo giorno, quello finale dei test a Sepang, come era già successo anche in passato, abbiamo provato una simulazione di sprint, perché iniziamo a mettere su qualche giro consecutivo aggiuntivo in vista di un inizio di stagione che è sempre più vicino".
Della nuova moto c'è qualcosa che è piaciuto subito ai piloti?
"Parte del materiale è piaciuto subito, parte ha bisogno di essere capito meglio anche su altri circuiti, altri layout. Vedremo il pacchetto definitivo alla prima gara".
C'è anche qualcosa che hanno già bocciato definitivamente?
"No, no. Al momento no. Assolutamente no".

Dopo le difficoltà del 2025, hai visto qualcosa di diverso in Pecco Bagnaia nei primi giorni del 2026 come approccio?
"Ho visto un Pecco più rilassato rispetto al finale dell'anno scorso. Mi è piaciuto molto il test che sia lui che Marc hanno fatto: molto concentrati sul materiale da provare e molto attenti su quelle che saranno le soluzioni per il futuro".
Da coach, su cosa stai lavorando per riportare Pecco ad avere le sue certezze?
"Noi stiamo lavorando, come sempre abbiamo fatto, concentrandoci sul presente, sulle situazioni da migliorare, da ottimizzare".
Marc Marquez rientra da un infortunio lungo. A che punto lo hai visto nei test?
"Abbastanza bene. È chiaro che come lui stesso ha dichiarato non è ancora al 100%, ma lo immaginavamo. L'importante è che lo sia per fine febbraio quando ci saranno i punti in palio".
Come si gestisce un Marquez campione in carica che rientra: lo freni o lo lasci costruire ritmo?
"Marc da questo punto di vista è in grado di gestirsi molto bene già da solo. Sono professionisti. Il mio ruolo è tecnico: lavoriamo sulle situazioni da migliorare".
Nel 2025 Bagnaia ha detto di aver seguito una strada diversa da Marc nello sviluppo. Nel 2026 convergeranno o ognuno seguirà la propria?
"Secondo me è giusto che ognuno segua la propria strada. Lato Ducati l'importante è mettere il massimo a disposizione dei piloti, poi sono loro sulla moto, sono loro a dare feedback. Il nostro obiettivo è fare risultato".

Alex Marquez nel 2026 avrà un pacchetto da pilota ufficiale. Cosa ti aspetti da lui con una moto allo stesso livello dei migliori?
"Mi aspetto quello che è stato in grado di dimostrare anche la scorsa stagione. Ai test Alex è stato velocissimo, anche nella simulazione di sprint. Poi la cosa importante sarà il weekend di gara, dove dovremo fare più punti possibile".
In cosa deve fare lo step Alex per lottare davvero per il titolo?
"Quest'anno sicuramente farà uno step perché avrà lo stesso materiale dei piloti ufficiali. L'altro step è in corso d'opera: l'anno scorso ha fatto una stagione straordinaria, ma ci sono state un paio di gare in cui è stato un po' al di sotto. Non ci dovranno essere abbassamenti di performance. Se vuoi vincere devi essere costantemente da podio".
Aldeguer è alla seconda stagione ma partirà con un infortunio. Quanto pesa e quale sarà la priorità al rientro?
"È ovvio che salterà qualche gara e in classifica peserà. Dovrà riprendersi da un infortunio senza aver fatto dei test che sono importantissimi per mettere su chilometri e riprendere automatismi. La cosa più saggia è che al momento opportuno riprenda da dove è e cerchi i migliori risultati possibili senza fretta e senza pressione".
Aspettative 2026 e scenario che vi preoccupa di più?
"L'aspettativa è ovviamente quella di vincere e fare molto bene con entrambi i piloti, e aggiungerei i due Gresini. Ducati è la moto campione del mondo, ma bisognerà continuare a lavorare perché la concorrenza non si fermerà. Non si vince alla prima gara, si vince probabilmente all'ultima".
Tanti piloti sono in scadenza o con futuro incerto: quanto può influire sull'approccio?
"Sarà sicuramente un tema. La cosa più importante è concentrarsi sul presente e fare molto bene sul presente, perché quello apre finestre per il futuro. La stagione 2026 è più importante in questo momento della 2027".