"Dov'eri quando è morti Ayrton Senna? Prova a fare questa domanda a chiunque, ciascuno ti risponderà descrivendoti un luogo, il momento preciso". Queste sono le parole di Lucio Dalla che aprono anche un libro straordinario come "Suite 200, L'ultima notte di Ayrton Senna" di Giorgio Terruzzi. Chiunque ha un'età per poter ricordare e mettere a fuoco i momenti potrà rispondere ad una domanda apparentemente semplice e banale, ma che non lo è affatto. È un pezzo di storia dello sport che ha toccato anche chi non ha mai amato la Formula 1.

Ayrton Senna è uno di quei personaggi che vanno oltre lo sport e prendono anche altre sfere emozionali e personali dei tifosi. Il ragazzo con i capelli castani e lo sguardo imperturbabile nato a San Paolo il 21 marzo del 1960 non ha mai nascosto la sua voglia di primeggiare e le sue qualità, automobilistiche e umane, lo hanno portato a diventare fin dai suoi esordi nel circus un idolo per tantissimi appassionati in tutto il mondo.

Correre, competere, è nel mio sangue. Fa parte di me, fa parte della mia vita. L'ho fatto per tutta la vita e spicca su tutto il resto.

Mai banale, pochi giri di parole, per il pilota brasiliano che ha segnato un epoca della Formula 1 e ha dato vita ad una delle rivalità più accese di sempre con Alain Prost. Non aveva paura di mettere a nudo alcune sue situazioni private e parlava apertamente del suo rapporto profondo con la religione cattolica: nella sua valigetta personale aveva sempre una Bibbia e una volta dichiarò di aver visto Dio accanto a lui sullo schieramento di partenza di un Gran Premio.

Il suo modo di aiutare il prossimo senza ostentazioni e la nascita della fondazione "Instituto Ayrton Senna", che contribuisce a creare opportunità di sviluppo umano dei ragazzi brasiliani, lo  hanno portato a diventare una vera e propria figura di culto. Sacro e profano, velocità e lentezza: Senna è stato tutto e nonostante passino gli anni da quel terribile 1 maggio del 1994 la sua figura è sempre presente.

Il 21 marzo è un giorno particolare perché segna il primo giorno di primavera in una parte dell'emisfero e il primo di autunno nell'altro ma me per tanti, molti, è stato, è e rimarrà solo il giorno del compleanno di Ayrton Senna. Auguri Magic, ovunque tu sia.

E io ho chiuso gli occhi
Il mio nome è Ayrton, e faccio il pilota
E corro veloce per la mia strada
Anche se non è più la stessa strada
Anche se non è più la stessa cosa
Anche se qui non ci sono i piloti
Anche se qui non ci sono bandiere
Anche se forse non è servito a niente
Tanto il circo cambierà città
Tu mi hai detto "Chiudi gli occhi e riposa"
E io, adesso, chiudo gli occhi

(Lucio Dalla, Ayrton-1996)