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Mercedes vede complotti per il trucco del suo motore F1: “Fanno riunioni segrete e mandano lettere”

La presentazione della Mercedes W17 diventa il palco per la risposta di Toto Wolff al caso del presunto “trucco” sul motore Mercedes 2026. Il team principal parla di guerra psicologica, rivendica la piena regolarità della power unit e attacca i rivali: “fanno incontri segreti e inviano lettere segrete” con la FIA chiamata a chiudere la questione prima dell’avvio del Mondiale di Formula 1 2026.
A cura di Michele Mazzeo
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Il lancio ufficiale della W17, dopo lo shakedown a Silverstone e i primi test di Barcellona, per la Mercedes si è trasformato subito in una difesa in pubblico. Toto Wolff ha sfruttato la vetrina per rispondere al tema più caldo dell'inverno: i sospetti sul rapporto di compressione del nuovo motore per la Formula 1 2026, un parametro che da regolamento dovrà restare al massimo su 16:1.

Secondo le voci che circolano nel paddock, la contestazione da parte di Audi, Ferrari e Honda nasce dall'idea che quel limite possa "cambiare faccia" quando la power unit è davvero sotto stress, cioè a caldo e in marcia, facendo ipotizzare un ritorno verso valori più alti e quindi un possibile vantaggio in efficienza e prestazione. È il tipo di dettaglio tecnico che, per come viene raccontato, divide il mondo in due: chi parla di scappatoia e chi sostiene che sia una "genialata".

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Wolff non ha lasciato spazio a interpretazioni e ha tagliato corto con una frase che riassume la linea Mercedes: "La nostra power unit è legale. Le discussioni con la FIA ci sono state, non solo in tema di rapporto di compressione, e sono sempre state positive. Il resto sono tutte cazzate".

Il punto, però, non è solo la regolarità. È il clima che si è creato attorno alla vicenda e che rischia di accompagnare la stagione fino al primo vero semaforo verde, dopo i test (con la prossima tappa in Bahrain) e l'avvio del Mondiale a Melbourne. La FIA, come già fatto filtrare in queste settimane, punta a chiudere la questione prima dell'inizio del campionato per evitare proteste e polemiche a cascata. Da qui le continue riunioni tra i costruttori che si sfideranno in pista nel prossimo imminente Mondiale F1.

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È qui che Wolff sposta l'attacco: non tanto sulla tecnica, quanto sul "metodo" degli avversari. La sua lettura è quella di una guerra psicologica già partita, con pressioni e manovre dietro le quinte. E lo dice senza giri di parole: "Non capisco perché alcune squadre di focalizzino più su altri che su loro stessi, riguardo un argomento molto chiaro e trasparente. Nel regolamento è molto chiaro cosa è concesso fare e cosa no, quali sono le procedure standard per i motori. Quindi non vedo il senso di incontri segreti, lettere segrete o inventarsi nuovi modi di testare i motori. Noi cerchiamo di minimizzare le distrazioni e guardare solo noi stessi, perché è tutto abbastanza chiaro".

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Tradotto: se qualcuno sta cercando appigli regolamentari, lo faccia pure. Ma per Mercedes è solo un modo per spostare il mirino e prepararsi un alibi. Con una conseguenza immediata: il "caso motore" smette di essere soltanto una discussione da tecnici e diventa un tema politico, con la federazione chiamata a fissare un confine netto prima che la pista, come sempre, presenti il conto.

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