Le nuove F1 rallentano improvvisamente nel tratto più veloce a Suzuka: imbarazzo per FIA e Formula 1

Suzuka doveva essere il banco di prova definitivo della nuova Formula 1 2026. Lo è diventato, ma nel modo peggiore possibile. Nelle prime prove libere del GP del Giappone George Russell ha chiuso davanti a tutti in 1:31.666, mentre nelle FP2 il miglior tempo è passato a Oscar Piastri in 1:30.133 (precedendo le Mercedes di Kimi Antonelli e dello stesso Russell). Ma più dei tempi, a far discutere è stato quello che si è visto nella telemetria: le nuove vetture rallentano improvvisamente proprio nel tratto più veloce del circuito.
Il confronto tra il miglior giro di Russell e il riferimento 2025 di Lando Norris racconta infatti un'anomalia che per la Formula 1 è quasi inconcepibile. La monoposto Mercedes sfrutta inizialmente la spinta elettrica e guadagna velocità, poi però, nell'esteso allungo verso la 130R e la chicane finale, la batteria si esaurisce e la vettura perde all'improvviso una quantità enorme di km/h. È il famigerato super clipping: la macchina smette di spingere come dovrebbe perché deve recuperare energia.
Ed è proprio qui che il quadro diventa imbarazzante per FIA e Formula 1. Perché il problema non si manifesta in un punto secondario del giro, ma nel tratto simbolo della velocità a Suzuka. Analizzando la telemetria dopo le FP1, Russell arriva ad accusare un crollo di circa 60 km/h nel finale del tratto veloce e addirittura deve scalare marcia prima dell'ultima frenata. In pratica, una vettura progettata per essere il massimo della velocità pura rallenta dove dovrebbe esprimere il massimo della sua prestazione.
È questo il vero nodo delle nuove F1 2026. Non solo le qualifiche rischiano di essere meno spettacolari, ma la guida stessa viene stravolta. Suzuka, pista che per definizione premia coraggio, continuità e precisione, finisce per diventare un esercizio di gestione della batteria. E il pilota si ritrova a dover pensare più a dove recuperare energia che a come affrontare il tratto più veloce del giro.
Non a caso la FIA è già corsa ai ripari, cambiando all'ultimo minuto il regolamento delle qualifiche del GP del Giappone e abbassando da 9 a 8 MJ il limite di energia recuperabile per giro. Un tentativo per ridurre super clipping e lift and coast, ma che non cancella l'impressione lasciata dal venerdì di Suzuka. Perché se una Formula 1 rallenta improvvisamente proprio nel punto più veloce della pista, allora il problema non è più un dettaglio tecnico: è un difetto strutturale del regolamento.