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L’Audi di Binotto guida il fronte con Ferrari e Honda sul trucco del motore Mercedes: ultimatum alla FIA

Audi, con Binotto, guida Ferrari e Honda nella protesta contro il presunto trucco del motore Mercedes 2026. Pressione sulla FIA per un chiarimento immediato.
A cura di Michele Mazzeo
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Audi è il costruttore che sta esercitando la maggiore pressione sulla FIA nel caso che riguarda il presunto trucco del motore Mercedes in vista della Formula 1 2026. Secondo quanto riportato da Autoracer, la squadra guidata da Mattia Binotto sta spingendo più di chiunque altro per ottenere un chiarimento normativo immediato su una soluzione tecnica che potrebbe alterare gli equilibri del prossimo ciclo regolamentare.

Al centro della disputa c'è una possibile zona grigia sul rapporto di compressione del nuovo V6 turbo-ibrido Mercedes. Secondo indiscrezioni raccolte anche dalla stampa tedesca, il propulsore sviluppato a Brixworth sarebbe in grado di aumentare il rapporto di compressione in fase di funzionamento, passando dal valore regolamentare di 16:1 fino a 18:1, con un vantaggio stimato fino a 15 cavalli. Un guadagno significativo in un contesto tecnico fortemente vincolato.

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Audi, insieme a Ferrari e Honda, ha già inviato una lettera formale alla FIA chiedendo che questa interpretazione venga vietata. La richiesta si basa sull'articolo 1.5 del regolamento tecnico, secondo cui una monoposto deve essere conforme alle regole in ogni momento. La Red Bull Powertrains, che sarebbe venuta a conoscenza dello stratagemma Mercedes la scorsa estate in seguito al passaggio di un tecnico di rilievo da Brackley a Milton Keynes, invece, non disporrebbe di questa soluzione (pare non siano riusciti a replicarla perfettamente) e dunque non dovrebbe utilizzarla, pur rimanendo defilata dalla polemica.

Perché Audi è la più agguerrita? La risposta è semplice. Innanzitutto perché è al debutto nella categoria e, dato l'ingente investimento, non ha intenzione di farsi "buggerare" dal più acerrimo dei rivali sportivi. Oltre a ragioni extra-sportive: Mercedes è difatti anche un concorrente diretto sul mercato tedesco e un'eventuale supremazia tecnica potrebbe avere ripercussioni non solo sportive, ma anche economiche e di immagine.

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Il confronto decisivo è atteso il 22 gennaio, quando la FIA incontrerà tutti i costruttori di power unit. Al momento, però, la Federazione non sembra intenzionata a intervenire subito, preferendo valutare eventuali contromisure solo nel caso vi sia una superiorità netta in pista. L'orientamento è quello di discutere dell'introduzione di un possibile metodo di misurazione dinamica, ma senza modifiche regolamentari immediate. Se il vantaggio Mercedes dovesse essere confermato dalla pista, potrebbe entrare in gioco l'ADUO, il meccanismo pensato per riequilibrare le prestazioni dei motori in difficoltà. Ma si tratterebbe di una soluzione tardiva e senza garanzie.

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A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono poi anche rumor di segno opposto. L'ex pilota ed ex commissario FIA Johnny Herbert ha infatti raccontato di aver sentito parlare di problemi imprevisti emersi nelle fasi finali di integrazione del nuovo motore Mercedes, sostenendo che il propulsore avrebbe incontrato difficoltà di avviamento una volta installato sulla vettura. Un'indiscrezione che contrasta quindi con l'immagine di un progetto già dominante, ma che non ha finora trovato riscontri ufficiali.

In assenza di certezze tecniche e con la FIA orientata a prendere tempo, lo scontro resta aperto. Per questo Binotto e Audi continuano a tenere alta la pressione: l'ultimatum alla FIA è già partito, prima ancora che il mondiale 2026 inizi davvero.

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