La FIA spiega perché ha graziato Mercedes per l’ala bifase: “Piccola irregolarità, come mezza griglia F1”

La Mercedes è uscita senza sanzioni dal caso dell'ala anteriore bifase vista nel GP di Cina e ora è la stessa FIA a spiegare il motivo. A Suzuka, nel venerdì del weekend giapponese della Formula 1 2026, Nikolas Tombazis ha chiarito la linea seguita dalla Federazione dopo i dubbi sollevati dai rivali, tra cui la Ferrari, sul doppio movimento in chiusura mostrato dalla W17 a Shanghai. Il nuovo regolamento tecnico stabilisce che la transizione tra le due posizioni fisse dell'ala anteriore non debba superare i 400 millisecondi, ma per la FIA quanto visto sulla Mercedes non era sufficiente per aprire un caso sportivo.
Tombazis ha infatti spiegato che la Federazione, di fronte a "piccole irregolarità", segue un criterio preciso: verificare se ci sia stato un vantaggio cercato intenzionalmente oppure no. Nel caso Mercedes, la conclusione è stata diversa da quella ipotizzata nel paddock. Secondo la ricostruzione accolta dalla FIA, infatti, il comportamento dell'ala non nasceva da una soluzione studiata per aggirare il regolamento, ma da un problema meccanico dovuto a un errore di calcolo del sistema. In pratica, la pressione idraulica non era sufficiente a riportare subito il flap nella posizione corretta alle alte velocità. Per questo la FIA ha chiesto alla Mercedes di intervenire sul sistema senza mandare tutto ai commissari.

Nelle sue parole c'è anche la filosofia con cui la Federazione Internazionale sta affrontando la prima stagione del nuovo ciclo tecnico. Tombazis ha ricordato che le vetture 2026 sono estremamente complesse e che il regolamento contiene molti dettagli destinati a emergere solo con l'uso in pista. Per questo, ha detto, un'applicazione rigida e immediata di ogni singolo parametro finirebbe per portare "la metà delle macchine dai Commissari" ogni GP. La Federazione, dunque, distingue tra una non conformità minima da correggere e una violazione che richiede un intervento formale.
La FIA avrebbe potuto scegliere una strada diversa. Avrebbe potuto deferire la Mercedes ai commissari, aprire una verifica formale post-gara oppure imporre una modifica immediata accompagnata da una presa di posizione pubblica più netta. Non lo ha fatto. Ha preferito limitarsi a un avviso e alla richiesta di sistemare il problema. È una scelta che si differenzia da altri casi recenti in cui l'irregolarità veniva collegata direttamente alla prestazione, come per l'usura del plank o per altre soluzioni aerodinamiche finite sotto esame e poi sottoposte a controlli più severi.

La decisione arriva mentre la Mercedes domina l'avvio del Mondiale 2026. Russell ha vinto in Australia davanti ad Antonelli, poi in Cina è stato il giovane italiano a tagliare per primo il traguardo davanti al compagno di squadra, con Russell capace anche di prendersi la Sprint di Shanghai. In una fase del genere ogni dettaglio tecnico della W17 viene osservato con ancora più attenzione, soprattutto da chi insegue. La FIA, però, ha ritenuto che in questo caso non ci fossero gli elementi per parlare di "trucco" o di vantaggio prestazionale deliberato.
La posizione della Federazione è quindi chiara: l'ala bifase Mercedes è stata considerata un'anomalia tecnica da correggere, non una violazione da punire. È per questo che Brackley è rimasta senza sanzioni, nonostante il forte rumore sollevato dalla vicenda nel paddock e fuori.