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La Ferrari cambia motore per la F1 2027, ma potrebbe debuttare già nel Mondiale in corso: solo in un caso

La Ferrari lavora a un nuovo motore F1 pensato per il 2027, ma il debutto potrebbe essere anticipato già nel Mondiale 2026. Può accadere solo in un caso: con la concessione dell’ADUO prevista dal regolamento FIA.
A cura di Michele Mazzeo
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La Ferrari pensa già al prossimo motore, anche se il Mondiale della Formula 1 2026 è appena cominciato. A Maranello infatti si starebbe lavorando da mesi a una nuova soluzione per la power unit destinata in origine alla F1 2027, con un concept differente rispetto a quello montato oggi sulla SF-26. Un progetto che, però, potrebbe in parte affacciarsi già nel campionato in corso soltanto a una condizione molto precisa: la concessione dell'ADUO da parte della FIA.

Secondo quanto riportato dalla testata specializzata Autoracer difatti il motore endotermico (l'ICE) sarebbe un'unità di transizione, scelta più per ragioni di affidabilità e di tempi che per reale convinzione tecnica. L'idea iniziale sarebbe stata accantonata dopo criticità emerse al banco, spingendo il reparto diretto da Enrico Gualtieri (che qualche mese fa ha perso due dei suoi alfieri, Wolf Zimmermann e Lars Schmidt, passati all'Audi di Binotto) a ripiegare su una soluzione più conservativa. In sostanza, la Rossa avrebbe preferito partire con una base solida, rinunciando a qualcosa sul piano dell'aggressività progettuale in nome dell'affidabilità.

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È qui che entra in scena l'ADUO, sigla che nel nuovo regolamento indica le Additional Development and Upgrade Opportunities, ossia il correttivo pensato dalla FIA per aiutare i motoristi che risultano indietro nella parte endotermica al via di questa nuova era tecnica della Formula 1: nei vari step di verifica previsti dalla Federazione Internazionale chi è oltre una certa soglia "di ritardo" rispetto al riferimento può ottenere più margine di sviluppo, più tempo al banco e la possibilità di introdurre aggiornamenti aggiuntivi (in alcuni casi permettendo anche di modificare in parte anche componenti di parti che richiedono un'omologazione iniziale, come appunto il motore endotermico). Ecco perché l'eventuale anticipo del nuovo motore Ferrari nel 2026 non dipenderebbe solo dalla bontà del progetto, dalle tempistiche per portalo a termine e dalle priorità del momento, ma anche da questo via libera regolamentare.

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Lo scenario, dunque, è doppio. Il target principale resta ovviamente il 2027. L'ipotesi di vederne una parte già nel 2026 resta invece legata a un incastro preciso: dati convincenti al banco, affidabilità sufficiente e soprattutto condizioni regolamentari favorevoli attraverso l'ADUO. Senza questo connubio di presupposti, la Ferrari dovrebbe continuare con l'unità attuale fino a fine stagione, utilizzando questo primo anno della nuova era tecnica per limitare il gap e preparare l'affondo vero con il motore successivo.

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Nel frattempo, a breve termine, la priorità resta la SF-26. Dopo Melbourne, dove la Ferrari si è mostrata subito alle spalle della Mercedes, gli aggiornamenti immediati riguarderanno soprattutto la vettura e non la power unit, con una tabella di marcia che dovrebbe svilupparsi tra Cina (dove ci sarà la nuova ala "rotante" vista nei test), Giappone (dove ci sarà qualche primo vero piccolo sviluppo) e Bahrain, o comunque ovunque si terrà la quarta gara dell'anno dato che il round di Sakhir è in dubbio a causa della situazione del Medio Oriente, dove arriverà il primo grande upgrade della monoposto. Il messaggio, però, è già chiaro: a Maranello il lavoro sul motore del futuro è partito, ma il suo eventuale debutto anticipato nel Mondiale in corso potrà avvenire solo in un caso. E quel caso si chiama ADUO.

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