Il boss della Formula E spiega il piano riuscito di Toto Wolff: così Mercedes domina la nuova F1

C'è chi parla di rivoluzione tecnica, chi di deriva elettrica, chi addirittura di una Formula 1 che ha smesso di assomigliare a se stessa. Nel mezzo ci si è infilato Alejandro Agag, fondatore della Formula E, che ha indicato in Toto Wolff il vero regista del cambio di paradigma che ha portato alla rivoluzione tecnica della F1 2026. Una chiave di lettura pesante, perché lega direttamente il vantaggio mostrato fin qui dalla Mercedes alla trasformazione regolamentare che ha reso le nuove monoposto molto più dipendenti da batteria, recupero di energia e gestione elettrica.
Il punto di partenza è noto: il nuovo regolamento ha spostato la categoria verso una ripartizione di potenza vicina al 50% termico e 50% elettrico, con MGU-K portata fino a 350 kW e un ruolo molto più centrale della gestione energetica da parte del pilota. Alla luce di ciò, oggi non basta più solo andare forte, bisogna anche sapere quando spendere energia e quando conservarla. È proprio questo il tratto che ha alimentato le critiche di chi vede nella nuova F1 una serie sempre più simile alla Formula E, compresa la maggior parte dei piloti in griglia.

Agag, parlando a Marca, ha detto senza girarci intorno: "Quando la Mercedes se n'è andata da qui (nel 2022 ndr), è stato perché voleva copiare quello che stava succedendo in Formula E e portarlo in Formula 1. La principale fonte d'ispirazione per quello che sta succedendo sono state la Mercedes e Toto Wolff". E poi ha aggiunto il passaggio più significativo rispetto al presente della griglia: "E poiché l'idea è stata sua, adesso ha un vantaggio, e lo si può vedere dal divario tra loro e gli altri".

Il senso dell'accusa è chiaro: mentre FIA e F1 costruivano il quadro tecnico del 2026, Mercedes aveva già accumulato esperienza diretta in Formula E, dove ha corso ufficialmente dal 2019 al 2022 vincendo titoli piloti e team. Un patrimonio di conoscenze su batterie, recupero dell'energia e gestione software che oggi, secondo Agag, si starebbe trasformando in vantaggio competitivo nella nuova era. E i primi risultati aiutano questa lettura: Mercedes ha vinto in Australia e nella Sprint di Shanghai con George Russell e il GP di Cina con Kimi Antonelli, prendendosi subito la scena in apertura di campionato.

Attorno a questo scenario continuano poi a muoversi anche le polemiche sul presunto trucco del motore Mercedes, in particolare sul tema del rapporto di compressione, già finito al centro dello scontro politico nel paddock. È dentro questo clima che le parole di Agag trovano spazio: non come prova, ma come interpretazione feroce di ciò che sta accadendo. In pratica, la sua tesi è semplice: Wolff ha capito prima degli altri dove stava andando la Formula 1, ha contribuito a spingerla in quella direzione e ora Mercedes raccoglie il vantaggio di aver preparato meglio di tutti il terreno della nuova era.