I piloti F1 fanno una gara di kart in Malesia: “È stato un massacro, Piastri si è quasi rotto una costola”
Doveva essere una gara di kart tra amici prima di tornare al lavoro con le monoposto di Formula 1. George Russell, Carlos Sainz, Alex Albon, Oscar Piastri, Oliver Bearman e Gabriel Bortoleto si sono ritrovati in pista appena arrivati in Malesia per il GP del Bahrain che straordinariamente si correrà a Sepang. A giudicare dal racconto del pilota Mercedes, però, a un certo punto hanno smesso di andarci piano.
"È stato un massacro", ha raccontato Russell. Bortoleto ha concluso la giornata con dei lividi sulla schiena, Piastri si è quasi rotto una costola e lo stesso britannico ha deciso di fermarsi prima della fine. "Ero arrivato al punto in cui pensavo: qui sto per rompermi qualcosa" ha infatti ammesso l'inglese.
Russell racconta la gara di kart tra i piloti F1 in Malesia
I sei piloti erano arrivati con qualche giorno di anticipo rispetto all'inizio delle attività a Sepang e martedì hanno deciso di tornare sul mezzo con cui praticamente tutti hanno cominciato a correre. Lo hanno fatto al Morac Adventure Park di Langkawi, su una pista di kart lunga 1,3 chilometri. Niente simulatori, ingegneri o strategie da preparare: stesso circuito, kart e una gara tra piloti che normalmente si affrontano con monoposto di Formula 1.
E prima che la situazione degenerasse c'è stato anche il tempo di guardare il cronometro. Russell è stato il più veloce del gruppo in 1:24.214, davanti all'ex pilota di F1 Roberto Merhi, secondo in 1:24.677. Carlos Sainz ha chiuso in 1:25.722, seguito da Alex Albon in 1:25.936, Oliver Bearman in 1:26.255, Gabriel Bortoleto in 1:26.305 e Oscar Piastri in 1:26.422.
Anche i nomi utilizzati sul tabellone facevano capire il clima della giornata: Russell si era registrato come "g dawg", Albon come "Albino Albino", mentre Piastri aveva scelto semplicemente "OP". Il divertimento, però, a un certo punto ha lasciato spazio alle sportellate.
Lo stesso pilota della Mercedes l'ha descritta come una sorta di "banger race", una gara nella quale i contatti avevano ormai preso il sopravvento. E le conseguenze si sono viste una volta scesi dai kart.
"Bortoleto aveva dei lividi sulla schiena, Piastri si è quasi rotto una costola", ha raccontato il fresco vincitore del GP di Baku. Il britannico della Mercedes a quel punto ha preferito non arrivare nemmeno fino in fondo. La possibilità di farsi male pochi giorni prima di un Gran Premio aveva evidentemente superato la voglia di continuare a giocare.
Non abbastanza, comunque, da trasformare l'episodio in qualcosa di cui preoccuparsi seriamente. Russell lo ha raccontato divertito, descrivendo quello che succede quando alcuni dei piloti più competitivi al mondo si ritrovano nuovamente su un kart senza un campionato di Formula 1 da gestire.
Sui kart i piloti F1 tornano dove hanno imparato a correre
La scelta del kart non è casuale. È da lì che arriva buona parte della griglia della Formula 1, compreso Russell. Il britannico ha cominciato a correre a sette anni seguendo il fratello Benjy e prima di passare alle monoposto ha vinto diversi campionati, compreso l'Europeo FIA KF3.
Il kart resta una palestra speciale anche per chi oggi guida vetture molto più potenti. Non ci sono servosterzo e sospensioni come su una Formula 1, il sedile è praticamente un tutt'uno con il telaio e buona parte delle sollecitazioni passa direttamente al corpo del pilota. Quando poi aumentano i contatti, lividi e dolori alle costole diventano la norma.
Ed è probabilmente proprio questo ad aver trasformato quella che doveva essere una giornata di svago in qualcosa di parecchio più combattuto. Una volta abbassata la visiera, essere lì per divertirsi evidentemente non è bastato a convincerli ad andare piano.
Per Russell il ritorno alle origini è durato comunque abbastanza. Dopo aver visto le condizioni di Bortoleto e Piastri e aver cominciato a sentire gli effetti della gara anche sul proprio corpo, ha parcheggiato il kart. Meglio fermarsi lì. Pochi giorni dopo, a Sepang, lui e gli altri dovranno ricominciare a fare sul serio. Questa volta con una Formula 1.