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Ferrari in ritardo a Melbourne per il debutto nel Mondiale F1: diversi membri del team bloccati in aeroporto

Trasferta complicata verso il GP d’Australia che apre il mondiale di Formula 1 2026: la Ferrari arriva a singhiozzo a Melbourne dopo i voli cancellati legati alla crisi in Medio Oriente. FIA e Liberty monitorano la situazione e allentano i vincoli operativi.
A cura di Michele Mazzeo
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La nuova stagione di Formula 1 parte con un retroscena che non riguarda la pista, ma i cieli. La crisi in Medio Oriente, legata alla guerra in Iran, sta mettendo sotto pressione i collegamenti aerei internazionali: spazi aerei limitati, voli sospesi, scali congestionati e un'ondata di cancellazioni che coinvolge anche la lontana trasferta del Circus.

Mentre la maggior parte delle squadre è già a Melbourne per l'esordio del GP d'Australia 2026, la Ferrari risulta tra quelle più penalizzate insieme all'altro team con sede in Italia, vale a dire la Racing Bulls di stanza a Faenza: diversi membri del team sono rimasti bloccati in aeroporto e stanno raggiungendo l'Australia con itinerari alternativi e tempi più lunghi del previsto.

Caos voli verso l'Australia: perché la Ferrari è arrivata a scaglioni a Melbourne

A raccontare cosa sta succedendo è Kym Illman, fotografo australiano decano dell'ambiente F1, che descrive una situazione ancora "in corso" nel paddock: "Mentre la maggior parte dei team è riuscita a far arrivare i propri meccanici e ingegneri a Melbourne, la Ferrari sta ancora aspettando alcuni membri del suo equipaggio" ha infatti scritto sui propri profili social.

Il motivo è da ricercarsi nella catena di coincidenze che si è spezzata: molte tratte verso l'Australia passano per hub del Golfo e, con rotte riscritte e cancellazioni, le squadre sono state costrette a riprogrammare viaggi e coincidenze. "La cancellazione dei voli via terra ha costretto i team a viaggiare in lungo e in largo per il mondo. Arriveranno qui, anche se un po' più tardi del solito"scrive il noto fotografo della F1 in un altro post.

La Ferrari ha dunque organizzato nuovi voli dall'Italia per recuperare il personale rimasto indietro e riportare la situazione alla normalità prima dell'inizio del weekend in pista. E l'obiettivo, a Maranello, è chiaro: arrivare con il gruppo al completo in tempo per preparare garage e monoposto senza corse contro il tempo.

GP d'Australia 2026: i margini e la decisione sul "coprifuoco" per i team

Il calendario, al momento, non cambia: la gara dell'Albert Park resta confermata e la prima giornata chiave è quella di venerdì, quando iniziano le prove libere.

Proprio per aiutare chi ha dovuto inseguire, la FIA ha deciso di alleggerire i vincoli operativi iniziali: per venire incontro alle squadre in ritardo, difatti, sono stati eliminati i primi due "coprifuoco" previsti. Secondo quanto riporta il giornalista Jon Noble, la Federazione Internazionale ha infatti annullato sia il primo blocco operativo (quello che inizia 42 ore prima delle FP1 e termina 29 ore prima delle FP1) sia il secondo (che inizia 18 ore prima delle FP1 e termina 4 ore prima) in cui al personale non è consentito l'accesso in pista.

Illman, dal canto suo, evidenzia che proprio in virtù di queste concessioni nel paddock di Melbourne si sta lavorando senza sosta per recuperare il tempo perso: "Ferrari e Racing Bulls stanno lavorando febbrilmente per allestire i loro garage… fortunatamente il normale coprifuoco della squadra di mercoledì sera è stato revocato". E chiude con un riconoscimento che fotografa la complessità del momento: "La F1 e i team hanno fatto un lavoro straordinario risolvendo alcuni problemi logistici complessi per garantire il normale svolgimento del round di apertura della stagione".

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