Cosa hanno detto le prove libere del GP Baku: Ferrari resta un’incognita, la Mercedes fa paura
George Russell ha dato il primo segnale importante del weekend di Baku della Formula 1 2026. È stato il più veloce nelle FP1, il più veloce nelle FP2 e ha mostrato un buon ritmo anche nella simulazione di gara. Il britannico ha portato la Mercedes davanti in quasi tutte le condizioni della prima giornata del GP dell'Azerbaigian. Nel pomeriggio ha chiuso in 1:43.347. Kimi Antonelli è arrivato secondo a 552 millesimi. Max Verstappen ha chiuso terzo a 827 millesimi, mentre Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono rimasti rispettivamente a 1.126 e 1.318 secondi dalla miglior prestazione cronometrica della giornata.
La classifica mostra però solo una parte della giornata. I migliori settori delle FP2 spiegano dove Mercedes ha costruito il suo vantaggio. Russell è stato il più veloce sia nel secondo settore, con 42.235, sia nel terzo, con 24.496. Antonelli, anche se ha perso oltre metà sessione per il problema occorso alla sua monoposto al mattino, ha ottenuto il secondo tempo nel primo e nel terzo settore. La W17 a Baku sembra aver trovato subito velocità in ogni zona della pista: Russell ha dominato il secondo e il terzo settore e ha raggiunto anche i 339 km/h, la velocità massima più alta registrata nelle FP2.
La Mercedes è veloce anche sul passo gara, Antonelli recupera una giornata quasi persa
Il dato che pesa di più sulla prestazione Mercedes arriva però negli ultimi minuti della seconda sessione di prove libere. Nel breve long run, Russell ha infatti girato in media sull'1:47.960 con gomma gialla. Verstappen invece si è fermato sull'1:48.119 con le soft. Bisogna però prendere il confronto con cautela per la durata degli stint, il traffico e le mescole diverse. La W17 ha comunque mostrato velocità sia sul giro secco sia con più carburante.
Kimi Antonelli ha chiuso secondo dopo una giornata pesantemente condizionata dai problemi. Nelle FP1 si era fermato per un guasto idraulico quando era stato anche al comando; prima delle FP2 Mercedes ha dovuto lavorare a lungo sulla monoposto ed è dunque entrato in pista soltanto nella seconda parte della sessione. Alla fine ha messo insieme 16 giri e fermato il cronometro sull'1:43.899, sufficiente per completare la doppietta Mercedes nella classifica dei tempi.
Ferrari resta un'incognita: Leclerc veloce a tratti, ma il distacco aumenta nelle FP2
La Ferrari era partita molto meglio. Nelle FP1 Leclerc si era piazzato terzo a 404 millesimi e Hamilton quarto a 437. Entrambi avevano usato la gomma media, mentre Russell e Verstappen, rispettivamente primo e secondo nella prima sessione, invece avevano montato la soft. Nel pomeriggio però la situazione è cambiata. Il monegasco ha chiuso quarto, il sette volte campione del mondo è arrivato quinto. Nei migliori parziali Charles è stato sesto nel primo settore, sesto nel secondo e terzo nell'ultimo. Il tratto centrale è quello in cui ha perso maggiormente rispetto a Russell: 42.715 contro 42.235, quasi mezzo secondo soltanto nel secondo settore, mentre Lewis ha perso terreno anche nel terzo.
Leclerc ha anche detto via radio che non gli piaceva il comportamento della macchina in curva 1: "Sensazione molto strana. La macchina si sente molto scarsa lì" ha infatti detto ad inizio FP2 facendo riferimento al settore in cui al mattino invece la SF-26 era apparsa particolarmente efficace. E anche sul passo gara la Ferrari non ha brillato. Nella breve simulazione finale con le soft, Leclerc e Hamilton hanno infatti girato praticamente sugli stessi tempi medi, 1:48.773 e 1:48.781. Oltre alle Mercedes (che quei tempi li hanno fatti con le medie) sono risultati più lenti anche di Verstappen e delle McLaren di Piastri e Norris.
Un dato curioso arriva anche dall'utilizzo dell'acceleratore: nel loro giro migliore Hamilton e Leclerc sono rimasti a pieno gas più a lungo di Russell, mentre Charles ha praticamente azzerato il lift (appena lo 0,5% del giro) senza che questo si traducesse però in una prestazione comparabile alla Mercedes.
Resta poi da capire anche quanto abbia inciso la gestione dell'energia della power unit durante il giro. Dai primi dati emerge infatti una Ferrari capace di spendere molta energia nei punti più sensibili del giro ma più vulnerabile in alcuni degli allunghi intermedi. Anche il confronto tra Leclerc e Hamilton potrebbe essere stato influenzato dalle differenti specifiche utilizzate, ma al momento non ci sono conferme ufficiali sufficienti per stabilire con certezza quale configurazione ADUO abbia usato ciascun pilota.
E resta inoltre aperta la questione motore: Leclerc non ha ancora montato una nuova unità fuori quota, ma Ferrari può ancora decidere di farlo prima delle qualifiche, facendo così scattare la penalità in griglia.
Dopo il giovedì di Baku una certezza c'è già. Mercedes è arrivata in Azerbaijan con una macchina che fa paura. Ferrari dovrà invece utilizzare le FP3 per capire quanto del distacco visto oggi dipenda dall'assetto della SF-26 e quanto dalle scelte effettuate sulla power unit.