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Come può cambiare il calendario di MotoGP, F1 e WEC con la guerra in Iran e le tensioni in Medio Oriente

La guerra in Iran e l’escalation nel Medio Oriente hanno già prodotto un effetto concreto: il WEC ha rinviato la 1812 km del Qatar e partirà da Imola. Ora anche Formula 1 e MotoGP guardano ai GP nel Golfo con il fiato sospeso, tra rischio sicurezza e caos logistico su voli e trasporti.
A cura di Michele Mazzeo
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Le tensioni nel Medio Oriente non sono più uno sfondo lontano per il mondo del motorsport: stanno già riscrivendo i programmi dei principali mondiali tra cui Formula 1 e MotoGP. Il primo campionato a cambiare rotta è il WEC: la 1812 km del Qatar, prevista a Lusail dal 26 al 28 marzo, è stata ufficialmente posticipata e riprogrammata più avanti nella seconda parte dell'anno. Come si legge nella comunicazione, "la sicurezza dei concorrenti, del personale e dei tifosi è la priorità".

Con il rinvio di Losail, l'apertura della stagione si sposta in Italia: il mondiale endurance scatterà con la 6 Ore di Imola dal 17 al 19 aprile. Un segnale netto: quando l'area del Golfo entra in una fase di instabilità, non è solo una questione di sport, ma di possibilità concreta di far muovere persone e materiali.

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F1: Bahrain e Arabia Saudita a rischio, pronti i piani alternativi

Anche il calendario F1 2026 è finito sotto la lente: dopo Australia, Cina e Giappone, il Circus infatti dovrebbe tornare nell'area per il GP del Bahrain (10-12 aprile) e il GP dell'Arabia Saudita (17-19 aprile). La FIA monitora lo scenario, come chiarito dal presidente Mohammed Ben Sulayem: "La sicurezza e il benessere guideranno le nostre decisioni mentre valutiamo i prossimi eventi in programma in quell'area".

Il punto non è soltanto l'aspetto, sicuramente prioritario, della sicurezza: c'è anche quello legato alla logistica che, seppur secondario, condiziona le attività del Circus. Lo si è visto già nei trasferimenti verso Melbourne per il GP inaugurale in Australia, condizionati dagli scali e dalla disponibilità dei voli, e con il personale dei due team con sede in Italia, la Ferrari e la Racing Bulls, non ancora al completo a poche ore dall'inizio del weekend.

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Inevitabile che in questo contesto, dietro le quinte, vengano valutati dei piani B: tra le ipotesi che circolano ci sono circuiti europei pronti a subentrare, come le "riserve" Imola e Portimao, oltre a Istanbul che si è invece "autocandidata". Al momento, però, l'obiettivo resta correre a Sakhir e Jeddah come da programma.

MotoGP: Lusail "appeso", tra rinvio e soluzioni tampone

Sul fronte calendario MotoGP 2026, il nodo è lo stesso: Lusail. Il GP del Qatar è in agenda 10-12 aprile, a due settimane dall'evento WEC già rinviato. È per questo che nel paddock si ragiona su più scenari: rinvio a fine stagione (come l'endurance), cancellazione se non ci sono finestre utili, oppure una soluzione "tampone" in Europa o Sud America se la crisi imponesse uno stop. In attesa di comunicazioni ufficiali di MotoGP Sports Entertainment Group (l'ex Dorna), la sensazione è che difficilmente si corra in Qatar nei tempi inizialmente previsti.

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Nel frattempo, la linea è la stessa per tutti: lo sport resta secondario. E quando una crisi internazionale mette in discussione la sicurezza delle persone e chiude corridoi aerei, anche i calendari più blindati diventano improvvisamente riscrivibili.

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