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Simon Yates si ritira a 33 anni, sette mesi fa aveva vinto il Giro d’Italia: “Molti saranno sorpresi”

In una lunga lettera condivisa sui social il corridore britannico del Team Visma Lease a Bike ha annunciato il clamoroso addio alle competizioni. Quali sono le ragioni della sua scelta: “È il momento giusto”.
A cura di Maurizio De Santis
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Simon Yates si ritira a 33 anni dal ciclismo. Il vincitore della scorsa edizione del Giro d'Italia lo ha annunciato ufficialmente con un post condiviso sui social network. "È il momento giusto per abbandonare lo sport, lascio con profondo orgoglio e un senso di pace", dice il britannico che era reduce da una stagione esaltante con il Team Visma | Lease a Bike. Nella lunga lettera non c'è alcun riferimento a infortuni, problemi fisici oppure altri tipi di problemi. E quando dice "non è una decisione che ho preso alla leggera" chiarisce subito che si è trattata di una decisione personale, ponderata e motivata – con ogni probabilità – dalla volontà di fermarsi adesso, al vertice della carriera, dopo aver conquistato successi importanti. Appende la bici al chiodo da campione in carica della Corsa Rosa, dov'è riuscito finalmente a trionfare e a spazzare via la delusione e il magone che si portava dentro dal 2018.

Perché Yates lascia il ciclismo: "Non è una decisione presa alla leggera"

La passione e le motivazioni che finora lo hanno spinto sui pedali sono scemate, Yates sente di aver dato tutto.E che quel fuoco sacro che aveva dentro s'è spento. Con il suo abbandono il ciclismo perde uno dei suoi protagonisti per lo stile aggressivo in salita. L'incipit della lunga lettera pubblicata su Instagram dice già tutto.

Carissimi, Ho deciso di ritirarmi dal ciclismo professionistico. Questo potrebbe sorprendere molti, ma non è una decisione che ho preso alla leggera. Ci ho pensato a lungo e ora mi sembra il momento giusto per abbandonare lo sport. Il ciclismo fa parte della mia vita da quando ho memoria. Dalle gare in pista al Velodromo di Manchester, alle gare e alle vittorie sui più grandi palcoscenici, fino alla rappresentanza del mio Paese alle Olimpiadi, ha plasmato ogni capitolo della mia vita. Sono profondamente orgoglioso di ciò che sono riuscito a realizzare e altrettanto grato per gli insegnamenti che ne sono derivati.

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Resilienza e pazienza sono le parole che scandiscono la seconda parte della confessione di Yates. Lo hanno aiutato nei momenti più bui, come la squalifica per positività al terbutalina nel 2016. Un episodio doloroso per il quale pagò con uno stop di 4 mesi a causa di responsabilità non proprie ma del team (Orica GreenEDGE) che si accollò la piena responsabilità dell'errore medico. E proprio ora che è in una condizione di forma ottimale dice basta. Meglio dirsi addio così, con buoni ricordi e alcun rimpianto.

Se le vittorie rimarranno sempre impresse nella mia memoria, i giorni più difficili e le battute d'arresto sono stati altrettanto importanti. Mi hanno insegnato resilienza e pazienza, e hanno reso i successi ancora più significativi. A tutti coloro che mi hanno sostenuto lungo il cammino, dallo staff ai miei compagni di squadra: la vostra incrollabile fede e lealtà mi hanno permesso di realizzare i miei sogni. Ogni volta che ho dubitato di me stesso, voi non l'avete mai fatto. Grazie. Al mio team, il Team Visma–Lease a Bike, grazie per la comprensione e il sostegno alla mia decisione di smettere ora. Mi avete dato l'opportunità di riscrivere la mia storia e, grazie alla fiducia e alla convinzione, ci siamo riusciti insieme. Grazie.

Infine, il britannico dedica un pensiero speciale alla famiglia e agli affetti più cari che hanno ‘pagato' la sua dedizione a ciclismo e condiviso un pezzo di vita, oltre che di carriera nella maniera più semplice. Erano sempre lì, accanto a lui, nel bene e nel male.

Alla mia famiglia, avete condiviso i sacrifici che questo sport comporta. Le assenze e i compleanni persi non sono mai stati facili, eppure avete capito cosa significasse per me questo percorso e mi avete sostenuto con tutto il cuore. Vi devo più di quanto possa mai esprimere a parole. Grazie. Lascio il ciclismo professionistico con profondo orgoglio e un senso di pace. Questo capitolo mi ha dato più di quanto avessi mai immaginato. Ricordi e momenti che rimarranno con me a lungo dopo la fine delle gare e per tutto ciò che verrà dopo. Grazie per il viaggio.

La reazione del Team alla notizia: "È un peccato che si fermi adesso"

Grischa Niermann è il direttore sportivo del Team Visma | Lease a Bike che ha spiegato qual è stata la reazione della squadra alla comunicazione di una notizia clamorosa: "La vittoria del Giro d'Italia 2025 è stato un risultato incredibilmente speciale sia per lui che per la squadra – le parole del dirigente – perché uno degli obiettivi principali della stagione. Al Giro è arrivato al top in un momento in cui quasi nessuno si aspettava che potesse ancora vincere. È un peccato che si fermi adesso, ma lo fa al culmine della sua carriera. Simon era un eccezionale corridore di classifica generale e scalatore che ha sempre dato il massimo". 

La carriera e quella macchia della squalifica per doping per colpe altrui

Una macchia sulla carriera che ancora oggi gli provoca rabbia. Simon Yates ha conosciuto i giorni dell'infamia per colpe che non erano sue: nel 2016 gli venne inflitta una condanna a 4 mesi di squalifica per doping. Fu trovato positivo positivo alla terbutalina dopo la Parigi-Nizza ma la sua violazione fu riconosciuta come non intenzionale. Un errore medico della (Orica GreenEDGE) gli fu fatale.

Il suo debutto ne ciclismo professionistico è avvenuto nel 2014, quattro anni più tardi arriva il successo alla Vuelta a España (2018), un trionfo che lo ha consacrato come uno dei migliori scalatori. Nel 2025 è arrivata la ciliegina sulla torta al Giro d'Italia ma nel suo curriculum figurano anche molte vittorie di tappa nei Grandi Giri, compresi i podi al Tour de France e al Giro, confermandosi uno dei migliori ciclisti sui percorsi di montagna.

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