Roglič vince la cronometro agli Europei di ciclismo: “La radiolina non funzionava, mi sono basato sull’istinto”
Primož Roglič si prende il titolo europeo a cronometro nel luogo più speciale possibile: la sua Slovenia. Il 36enne ha dominato la prova di Šenčur, imponendosi sui francesi Bruno Armirail e Maxime Decomble e regalando al movimento sloveno un'altra grande giornata dopo un Europeo segnato dall'assenza di Tadej Pogačar.
Roglič ha completato i 22 chilometri del percorso in modo impeccabile, facendo la differenza soprattutto nella prima parte della gara, caratterizzata dalla salita di Mozjanca: 2,1 chilometri con una pendenza media del 10,2%. Un tratto che ha esaltato le caratteristiche del corridore sloveno e gli ha permesso di costruire il vantaggio decisivo.
Alle sue spalle ha chiuso Armirail, distante 6″59, mentre Decomble ha accusato un ritardo di 28″43. Il migliore degli italiani è stato invece Marco Frigo, settimo a 55 secondi dal vincitore.
Per Roglič si tratta di un altro prestigioso riconoscimento in una carriera già ricchissima di successi. Lo sloveno, già campione olimpico a cronometro ai Giochi di Tokyo, ha trovato il modo migliore per celebrare gli Europei organizzati nel proprio Paese, davanti a un pubblico accorso per sostenerlo.
Una prova senza esitazioni per Roglic in Slovenia
Il percorso presentava poche difficoltà altimetriche, fatta eccezione per l'ascesa di Mozjanca, già affrontata nella prova in linea di domenica. In quella occasione era stato il belga Remco Evenepoel a conquistare il titolo europeo.
Questa volta, però, Evenepoel non era al via, così come Filippo Ganna e il francese Paul Seixas. I tre avevano occupato il podio della cronometro ai Mondiali di Montréal del 20 settembre. Evenepoel e Seixas hanno scelto di concentrarsi sul Giro di Lombardia di sabato, mentre Ganna è atteso dal prossimo appuntamento iridato su pista a Shanghai.
Roglič ha trasformato l'appuntamento casalingo in una giornata da ricordare. Senza l'ausilio della radiolina, lo sloveno ha dovuto affidarsi esclusivamente alle proprie sensazioni, costruendo una prestazione che gli ha permesso di controllare la gara dall'inizio alla fine.
"È una vittoria bellissima", ha commentato Roglic. "Per me, per tutti i tifosi e per tutti quelli che hanno reso possibile l’organizzazione di questi europei in Slovenia. Dove ho fatto la differenza? A dire la verità non lo so, perché non avevo la radiolina. Non ho sentito più niente fin dal primo chilometro di gara, per cui mi sono basato solo sull’istinto. Dovrei rivedere la gara per controllare, ma quel che so è che ho dato tutto, e per fortuna è stato abbastanza. Sono davvero felice".
Un successo costruito sull'istinto, dunque, ma anche sulla capacità di leggere il percorso e sfruttare nel modo migliore il tratto più impegnativo. A quasi 37 anni, Roglič aggiunge così un altro titolo alla sua straordinaria carriera e lo fa nel modo più emozionante: da campione d'Europa, in casa, davanti ai suoi tifosi.