I documentari sportivi vanno molto di moda. E dopo il grande successo di ‘Last Dance' ora tiene banco ‘Lance', la prima puntata del film documentario è andata in onda sulla ESPN e il ciclista americano, Armstrong, ha parlato di sé, ha raccontato di quando ha iniziato a doparsi e ha citato anche il grande Marco Pantani.

Armstrong, le vittorie e il doping

Lance Armstrong è stato il dominatore del ciclismo per un lunghissimo periodo, la sua storia piaceva a tutti, anche a chi lo sport non lo segue con attenzione, perché in pochi anni era passato dalla lotta al tumore a una sfilza di Tour de France vinti, poi si scoprì dell'EPO e tutti i suoi successi sono stati cancellati e l'americano è stato squalificato a vita. Nel primo episodio della serie ‘Lance' l'americano ha parlato di quando ha iniziato a doparsi. Verità forse a metà, senza un vero e proprio contraddittorio, parole che in ogni modo fanno discutere. Dopo aver lottato e vinto contro un tumore, Armstrong decide di voler diventare il numero uno e nella usa testa c'è un pensiero fisso, il doping:

Era arrivata l’Epo e sapevo che con lei potevo vincere e diventare ricco. Mi serviva solo un medico bravo, Eddy Merckx mi presentò il migliore, Michele Ferrari. Quando iniziai a vincere non dovevo nemmeno respingere le accuse: è un sopravvissuto, scrivevano i giornalisti, figuriamoci se Lance si dopa.

L'Italia ha ucciso Pantani

Armstrong ha parlato dei suoi errori, grandi o piccoli, ha detto che anche ora vive da emarginato e poi ha parlato di Marco Pantani, e parlando del ‘Pirata' ha usato delle parole fortissime:

Ho rovinato la vita alla mia massaggiatrice, ho litigato con Filippo Simeoni, che denunciò il mio legame col dottor Ferrari. e ho piantato mia moglie Kristin e i bambini per flirtare con la starlette di turno. Ho chiuso i conti con la giustizia ma resterò un emarginato. Gli italiani amavano ciclisti pieni di Epo, ma poi hanno distrutto e ucciso Marco Pantani. Lui è morto, fottutamente morto L’Italia ha ucciso Pantani, la Germania disprezza Ullrich e gli americani mi odiano. Per tre come noi non ci sarà redenzione.