Epico. Non ci sono altri modi per definire Chris Froome. L'atleta britannico del Team Sky ha scritto una pagina indelebile di storia del ciclismo nella 19a tappa del Giro d'Italia, degna delle imprese dei grandi campioni del passato. Il classe 1985 ha completato per primo i 185 km della durissima Venaria Reale-Bardonecchia, dopo aver attaccato in solitaria a ben 83 km dal traguardo. Un trionfo che gli ha permesso di portare a casa oltre al successo di tappa anche la maglia rosa, per la prima volta in carriera, stravolgendo così la classifica del Giro con il suo predecessore Yates, arrivato con addirittura mezz'ora di distacco.

L'eccezionale impresa di Froome

Il momento clou della 19a tappa è arrivato a circa 83 km dalla fine, quando Froome ha deciso di attaccare. Un'azione decisa quella del britannico che ha messo in difficoltà tutti gli altri uomini di classifica. Primo sulla mitica Cima Coppi, ha poi aumentato il vantaggio con una discesa da brividi, in cui nessuno è riuscito a tenere il suo passo, con la maglia rosa Yates già staccatissima. L'unico a resistere è stato Domoulin, che è riuscito a limitare i danni, in una giornata in cui Froome ha emulato giganti del calibro di Coppi e Pantani, conquistando gli applausi di tutti al traguardo

Il campione britannico incredulo a fine gara

Froome è apparso quasi incredulo nel post gara ai microfoni di Rai Sport: "Mai fatto un attacco cosi' da lontano… Mi sentivo bene ma ero più di tre minuti indietro. Sapevo che mancava tanta strada, per vincere questo Giro dovevo fare qualcosa di straordinario. Non potevo aspettare l'ultima salita, dovevo fare una pazzia: i cambi erano buoni e dietro non stavano bene. La partenza è stata molto difficile dopo la caduta, però sempre il morale per il finale. Se avessi fatto tutto correttamente, sarebbe venuto il momento di scattare. E questo momento è arrivato oggi".

Froome nuova maglia rosa, la classifica

Nella tappa regina del Giro d'Italia da Venaria Reale a Bardonecchia, Chris Froome ha conquistato la scena mettendo tutti alle sue spalle. Un risultato eccezionale quello del britannico che sogna di vincere per la prima volta in carriera la corsa in rosa (dopo 3 secondi posti), dopo aver già messo in bacheca 4 Tour de France, una Vuelta. Alle sue spalle hanno tagliato il traguardo l'ecuadoregno Richard Carapaz (Movistar) a 3′ e il francese Thibaut Pinot (Fdj) staccato di 3'07". Disastrosa l'ormai ex maglia rosa Simon Yates della Mitchelton-Scott: il connazionale di Froome, in vetta per 14 giorni, è andato in difficoltà sin dalla prima salita, accumulando un ritardo finale di circa mezz'ora dal vincitore e nuovo primatista della classifica generale. Quest'ultimo ora può contare su 40" di vantaggio sull'olandese Tom Dumoulin (Sunweb), giunto quinto oggi. Domani ventesima e penultima tappa, con partenza da Susa e arrivo a Cervinia dopo 214 km. Un'altra giornata di battaglia, anche se ormai per la vittoria finale sembra essere una gara a due tra Froome e Dumoulin

Gli italiani, Aru si ritira

Per quanto riguarda gli italiani, il migliore in classifica è Domenico Pozzovivo sesto con un ritardo di poco più di 8′. L'atleta di Policoro ha chiuso la sua gara odierna all'undicesimo posto con un ritardo di 8′ 29. Meglio di lui ha fatto Formolo settimo a 8'22'. Giornata da dimenticare invece per Fabio Aru costretto al ritiro.  Il 27enne sardo della Uae-Emirates lascia sulla prima salita della 19esima e terz'ultima tappa della corsa rosa. Aru era 27esimo in classica a 45'44" dalla maglia rosa Simon Yates.