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Tour de France 2023

Epico Ciccone, è maglia a pois al Tour! 31 anni dopo Chiappucci è italiano il re degli scalatori

Era dal 1992 che un italiano non arrivava a Parigi con la maglia a pois. C’era riuscito l’ultima volta Claudio Chiappucci nell’edizione della straordinaria cavalcata sul Sestriere, l’ha rifatto Giulio Ciccone, 31 anni dopo sulle Alpi della 20sima tappa di questa edizione.
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A cura di Alessio Pediglieri
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Tour de France 2023

Trentun anni più tardi l'Italia torna in vetta al Tour de France e lo fa grazie a Giulio Ciccone, il corridore della Lidl-Trek che si è guadagnato la maglia a pois che viene indossata dal leader della classifica scalatori. Era dal 1992 che non si riusciva nell'impresa, da quando il mitico Claudio Chiappucci si impose sulle strade della Grande Boucle come migliore grimpeur a Parigi.

Doveva essere la giornata decisiva e lo è stata, regalando la gioia più bella e importante per Giulio Ciccone e l'Italia del ciclismo, ridotta ai minimi termini in questa edizione del Tour con solo sette corridori ai nastri di partenza di Bilbao. Nella frazione odierna ci si giocava il tutto per tutto in un gioco più di scacchi che di pedali, gestendo forze e scatti, tattiche e fatica sui 6 GPM sparsi lungo il percorso tra Belfort e Le Markstein e i suoi 133 chilometri.

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Una frazione tra le più brevi ma quella più emozionante, con Ciccone che non si è limitato a gestire i 37 punti che erano ancora in palio per definire la classifica finale, ma è andato all'attacco fin dall'inizio, aggiudicandosi i primi 3 GPM della tappa – con relativi 5 punti per il primo classificato – e poi portandosi a casa matematicamente la maglia a pois del Tour 2023 passando per primo a braccia alzate anche sul quarto traguardo di giornata. Una foto storica: mai nessuno prima aveva esultato ad un GPM a mani alzate per festeggiare la maglia a pois.

I principali rivali di Ciccone erano Felix Gall e Jonas Vingegaard che al via di oggi partivano rispettivamente pagando 6 e 7 punti rispetto all'italiano della Lidl Trek che era riuscito a lasciare il vuoto tra sé e tutti gli altri, in primis Powless che aveva indossato i pois poco prima della pausa dell'ultima settimana di corse. Tanto è bastato per ridare onore e gloria all'Italia del ciclismo che ha mancato in queste 20 tappe tutti gli appuntamenti con la gloria, anche lo stesso Ciccone mai riuscito – pur provandoci – ad entrare nelle fughe di giornata vincenti.

Adesso il riscatto è arrivato proprio a lui cui era stato negato l'ultimo Giro d'Italia, causa Covid e che partita al Tour tra mille dubbi e perplessità. Professionista dal 2016, di professione scalatore, Ciccone aveva già mostrato qualità indiscusse quando riuscì a vincere una tappa al Giro d'Italia nello stesso anno in cui arrivò tra i Pro, diventando il più giovane ciclista di sempre a vincere una frazione, dietro ai miti di Fausto Coppi, Luigi Tarchisio e Vito Taccone. Per poi imporsi nella classifica scalatori della Corsa Rosa tre anni dopo, nel 2019, "anno di grazia" in cui vestì per due giorni anche la maglia gialla del Tour de France.

Tutti prodromi per l'exploit di questo Tour 2023 dove ha saputo non solo svettare per primo laddove le cime regalavano pesanti punti tra GPM di 2a, 1a e Hors Categorie, ma anche gestire tatticamente la propria corsa in modo perfetto, supportato da un Team in cui si è fatto tappa dopo tappa spazio che ha prodotto il risultato migliore. Richiamando alla memoria un altro mito che fece sobbalzare l'Italia più e più volte: Claudio Chiappucci.

Fu El Diablo a far godere i tifosi italiani al Tour e a fare impazzire quelli francesi sulle salite tra Alpi e Pirenei. Ogni volta che la strada saliva, Chiappucci c'era, teneva, scattava: e fu lui l'ultimo acuto a pois alla Grande Boucle. Trentun anni fa, nel 1992 in una edizione straordinaria per il campione venuto da Uboldo che stupì il mondo intero e lasciò in silenzio la Francia intera. Scalando il Sestriere in maglia a pois, vittorioso sul traguardo dopo una fuga di 200 km, considerata tra le più grandi imprese di sempre nella storia del ciclismo moderno.

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