Chi è Sofiane Sehili, il ciclista imprigionato per 53 giorni in Russia: “Senza doccia e con poco cibo”

Sofiane Sehili doveva restare in carcere almeno fino al prossimo 3 novembre 2025, stando alla decisione del Tribunale della regione di Primorye, in Russia, che lo aveva fermato all'inizio di settembre nel momento in cui l'ultraciclista aveva sconfinato, con l'accusa di essere illegalmente entrato in territorio russo. Ma è stato accolto l'appello dei suoi difensori, così è stato rilasciato nella giornata di giovedì 23 ottobre, con largo anticipo sui tempi, come confermato dall'agenzia di stato russa RIA Novosti. Dopo un periodo di detenzione tutt'altro che semplice, durante il quale più volte sono state denunciate dai suoi avvocati difensori, condizioni critiche, tra cui "cibo insufficiente" e la "mancanza di acqua per la doccia".
Una storia d'altri tempi che aveva suscitato polemiche e discussioni, sul filo dell'incidente diplomatico tra Russia e Francia e che dopo 53 giorni di detenzione si è conclusa con il rilascio dell'atleta francese, noto per le sue sfide in bicicletta. Tra le quali l'ultima, la folle sfida di conquistare il record di attraversamento dell'Eurasia, pedalando da Lisbona a Vladivostok, città dell'Estremo Oriente russo al confine con Cina e Corea del Nord, che gli è costata il carcere. Duro, a quanto è emerso in questo mese e mezzo di detenzione.
Cos'è accaduto a Sofiane Sehili: l'arresto in Russia per "attraversamento illegale del confine"
Il 44enne ciclista francese ha cosi potuto far ritorno in patria, dopo aver vissuto una disavventura ai limiti del pensabile per un atleta. Lo scorso 6 settembre 2025 Sehili venne fermato poco dopo l'attraversamento della frontiera Cina/Russia, a Primorsky krai, e un tribunale emise nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare fino al 4 ottobre. Рoi, il 30 settembre 2025, il tribunale di Usurijsk estese la sua detenzione fino al 3 novembre 2025. Subito il Ministero degli Affari Esteri francese si era messo in contatto con le autorità russe per risolvere la questione, senza successo: anche la visita consolare a Vladivostok non ottenne risultato e per Sehili fu confermato il carcere.
Il carcere duro di Sehili: "Ha dovuto studiare russo per capire e farsi capire. Con poca acqua e cibo inadatto"
Durante i 53 giorni di detenzione, più volte, attraverso l'avvocatessa di Sehili, Alla Kouchnir, che impugnò subito la custodia cautelare e le possibili accuse, erano giunti diversi aggiornamenti sulle condizioni di salute si Sehili in carcere. Non confortanti: "Per comunicare con i propri custodi e i compagni di detenzione" aveva sottolineato Kouchnir, Sehili "aveva dovuto studiare il russo e imparare parole in russo". Circostanze borderline cui si erano aggiunte anche notizie sulla durezza della prigionia: "Lamenta la mancanza d'acqua e l'impossibilità di docce regolari" aveva informato ancora il legale, aggiungendo "cibo insufficiente e poco adatto" al suo assistito.
Chi è Sofiane Sehili: l'ultraciclista che puntava al record di attraversamento dell'Eurasia in bicicletta
Sofiane Sehili è un ultraciclista francese di riconosciuta fama internazionale. Negli anni ha partecipato a numerose gare ultracycling vincendole o ottenendo piazzamenti prestigiosi, tra cui i successi in diverse edizioni della Silk Road Mountain Race o nell'Atlas Mountain Race. Fino all'ultima sfida dello scorso settembre decidendo di intraprendere una delle più ambiziose imprese in carriera: stabilire il record di attraversamento dell’Eurasia in bicicletta, partendo dal Portogallo e puntando all’estremo oriente della Russia. Primato mai raggiunto per l'arresto in suolo russo.