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Chi è Filippo Conca dello Swatt Club, il ciclista senza contratto che ha vinto i campionati italiani

La storia del nuovo campione di ciclismo su strada: ha 26 anni, è di Lecco e corre da “amatore” perché non ha più una squadra professionista. È laureato in Economia, gestisce un B&B e ha conseguito una patente nautica per condurre tour. In lacrime sul traguardo: “Quante ne ho passate”.
A cura di Maurizio De Santis
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Filippo Conca è il nuovo campione italiano di ciclismo su straa ma non è un corridore professionista. O meglio lo era. Sulla carta oggi risulta solo un amatore perché senza contratto (fuori dal circuito World Tour, Professional e Continental) dopo le esperienze durante un biennio sia alla Lotto-Soudal (con la quale ottenne un quinto posto nella tappa di Les Praeres alla Vuelta 2022) sia alla Q36.5. E corre per un team, lo Swatt Club, che la passione di Carlo Beretta ha fatto sì si evolvesse da blog a squadra di concorrenti over 23 svincolati.

Gestisce un B&B, ha una patente nautica per condurre tour in barca

"Quante ne ho passate per colpa di questo ciclismo" s'è lasciato sfuggire sciogliendosi in lacrime per la soddisfazione e per valore intrinseco di un exploit del genere. Le due ruote le ha nel sangue ma nella vita fa altro, deve farlo. Conca gestisce un B&B a Lecco, ha conseguito la patente nautica così da condurre personalmente tour in barca e vorrebbe anche aprire un noleggio bici perché dice, lui che è laureato in Economia, "la maggior parte di noi lavora e bisogna guardare avanti".

Conca senza contratto: "Al ciclismo interessa solo il campione"

A Gorizia il 26enne lecchese è riuscito a mettere in fila gente del calibro di Covi (UAE Emirates), Milan (Lidl-trek), Ganna (Ineos Grenadiers), Bettiol e Ulissi (Astana) rendendosi protagonista di un'azione poderosa in salita e nel finale si gara. Un successo di gruppo, in calce al quale c'è anche il lavoro fatto dai compagni Carollo e Ginestra e s'incastonano il quinto piazzamento di Gaffuri e il tredicesimo di Petitti.

Una giornata scolpita nella storia delle due ruote e all'insegna di un paradosso: se Conca non riuscirà a firmare un accordo con una scuderia professionistica non potrà fregiarsi della maglia tricolore. È anche per questa ragione che la sua vittoria è stata come un terremoto e ha avuto un effetto destabilizzante sul mondo del ciclismo tricolore professionistico. "Il ciclismo si perde tanto, perché interessa solo il campione". – ha raccontato il ciclista che nell'intervista alla Gazzetta dello Sport a parlato della sua storia.

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"Sono stati mesi difficili da quando mi sono ritrovato senza contratto e questa situazione mi ha dato la forza e la cattiveria agonistica necessarie per prepararmi a quest'appuntamento – ha aggiunto a Eurosport -. Non avevo scelta dovevo decidere se smettere oppure continuare con lo Swatt Club. È stata dura, perché non ero il più forte. Lo era Covi, che avrebbe meritato il titolo, ma ero consapevole che sul tratto di pavé finale, con maggiore velocità, me la sarei potuta giocare".

Perché rimasto senza squadra e corre da amatore

Come mai nessun team lo ha messo sotto contratto? La risposta di Conca è molto semplice: "Non sono un fenomeno perché sono sempre stato un semplice gregario. Anche quando avevo una gran gamba dovevo sempre lavorare per qualcuno. Non c'è niente di male in questo perché una squadra deve raccogliere coi capitani, ma rischi di non farcela a forza di tappare i buchi come capita alla maggior parte dei corridori. Adesso non so cosa succederà, ho superato un periodo bello tosto. Mi faccio i complimenti, perché non ho mollato".

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