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Mondiali di calcio 2026

Trump attacca Canada e Messico alla vigilia dei Mondiali 2026: minacce commerciali e tensioni sempre più aspre

A pochi mesi dalla Coppa del Mondo 2026, Donald Trump attacca i paesi co-organizzatori con minacce commerciali e dichiarazioni durissime. Le tensioni diplomatiche e i timori su visti e sicurezza rischiano di pesare sull’evento calcistico più atteso dell’anno.
A cura di Vito Lamorte
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Le dichiarazioni di Donald Trump rischiano di agitare seriamente il clima attorno alla Coppa del Mondo 2026 organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico. A pochi mesi dall’inizio del torneo, il presidente americano ha rivolto parole durissime proprio ad alcuni dei paesi co-ospitanti, alimentando tensioni politiche e diplomatiche.

Il Mondiale prenderà il via l’11 giugno 2026 e si giocherà in undici città statunitensi – da Los Angeles a New York, passando per Miami, Dallas e Seattle – oltre che a Vancouver e Toronto in Canada e a Città del Messico, Guadalajara e Monterrey in Messico. Il match inaugurale vedrà il Messico affrontare il Sudafrica, rievocando l’esordio del Mondiale 2010, mentre il Canada scenderà in campo il giorno successivo e gli Stati Uniti debutteranno il 13 giugno contro il Paraguay.

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Mondiali 2026 e geopolitica si intrecciano: Trump attacca Canada e Messico

Nonostante il ruolo centrale degli USA nell’organizzazione dell’evento, Trump ha recentemente attaccato sia il Messico sia il Canada. Dopo alcune operazioni militari condotte dagli Stati Uniti nelle scorse settimane, il presidente ha accusato il Messico di essere controllato dai cartelli della droga, definendo “triste” la situazione del paese.

Ancora più esplicita la minaccia nei confronti di Ottawa: Trump ha annunciato l’intenzione di imporre dazi del 100% su tutte le merci canadesi qualora il primo ministro Mark Carney dovesse finalizzare un accordo commerciale con la Cina. L’avvertimento è arrivato dopo l’annuncio di un’intesa tra Canada e Pechino sul mercato dei veicoli elettrici. In passato, Trump aveva già introdotto una tassa del 35% su alcuni prodotti canadesi non coperti dagli accordi di libero scambio.

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I rapporti tra Washington e Ottawa appaiono sempre più freddi. Carney non è stato incluso nel nuovo ‘Consiglio per la pace' voluto da Trump e le dichiarazioni pubbliche tra i due leader hanno mostrato una distanza crescente. Il presidente USA ha ribadito che il Canada “vive grazie agli Stati Uniti”, affermazione prontamente respinta dal premier canadese, che ha sottolineato come il suo paese non dipenda economicamente da Washington, pur riconoscendo una collaborazione storica.

Sul fondo restano anche timori legati a possibili restrizioni sui visti e sui viaggi, che potrebbero coinvolgere tifosi e delegazioni di diversi paesi qualificati al Mondiale, tra cui Brasile, Colombia e Haiti. Un quadro che rischia di complicare l’organizzazione della Coppa del Mondo 2026, già sotto osservazione per l’intreccio tra sport e geopolitica.

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