La sensazione è che diventerà uno di quegli episodi dinanzi ai quali si continuerà a discutere, nonostante l'esito della VAR review. Il gran gol di Brahim Diaz che ha sbloccato il risultato di Juventus-Milan a pochi istanti dall'intervallo ha tenuto tutti con il fiato sospeso per circa un minuto, quello necessario per la revisione delle immagini in sala VAR e per la comunicazioni all'arbitro Valeri: via libera.

L'oggetto del contendere era un potenziale fallo di mano da parte del calciatore spagnolo del Milan sugli sviluppi dell'azione che ha portato al gol. In occasione del rimpallo decisivo, quello che di fatto aggiusta il pallone per la conclusione, la sfera impatta sul corpo di Brahim Diaz nella zona tra petto e parte alta del braccio. Sono necessari i replay da diverse angolazioni per arrivare ad una decisione, quella comunicata dal VAR Calvarese all'arbitro Valeri: il pallone rimbalza sul petto e non sul braccio, quindi il gol regolare.

Decisione che inevitabilmente non convince la Juventus e in particolare la panchina dei bianconeri, che già da diversi istanti stava protestando a gran voce invocando l'annullamento del gol. Dopo aver rivisto il primo replay nei monitor a bordocampo sono scattate a gran voce le rimostranze nei confronti di Valeri. Bonucci e Pirlo i più attivi nelle proteste: il primo a gesti, il secondo con urla ben scandite all'indirizzo del direttore di gara: "È fallo di mano", una frase semplice ripetuta più volte, che non ha però sortito effetti su Valeri.

Il fallo di mano di Chiellini su Brahim Diaz

Una scena che si è ripetuta, ma a parti invertite, in occasione del rigore concesso nel secondo tempo per fallo di mano di Chiellini su Brahim Diaz. In un primo momento l'arbitro Valeri aveva lasciato correre, per poi correggere la propria decisione in seguito ad una on-field review. Prima ancora dell'intervento del VAR, la panchina del Milan – appena visionato il replay dell'evidente fallo di mano del capitano bianconera – aveva chiesto con grande insistenza la massima punizione.