Un derby di mercato vinto (anche) grazie alla volontà del calciatore. Sandro Tonali lascia Brescia e si dirige a Milano per vestire la maglia rossonera e non quella dell'Inter, che sembrava avvantaggiata nella chiusura della trattativa. Perché non ha affondato il colpo? Ha spostato gli obiettivi altrove, considerate anche le indicazioni del tecnico, Antonio Conte, che non ha mai nascosto la volontà di avere in rosa due centrocampisti dal profilo "di lotta e di governo" allenati nel recente passato (Arturo Vidal dal Barcellona, N'Golo Kantè dal Chelsea).

Le cifre dell'operazione Tonali al Milan

La formula trovata per il passaggio di Tonali alla corte di Pioli è prestito con diritto di riscatto per una somma complessiva di circa 35 milioni di euro (inferiore rispetto ai 50 inizialmente richiesti dal massimo dirigente) così ripartita: 10 milioni cash per attivare il trasferimento, altri 15 per esercitare l'opzione a fine stagione e acquistare il calciatore a titolo definitivo, più altri 10 in bonus vincolati al numero di presenze e agli obiettivi. Al Brescia andrà anche una percentuale (10%) sulla eventuale futura rivendita. Il calciatore, invece, firma un contratto di 5 anni (fino al 2025) con stipendio netto di 2.2 milioni di euro a salire.

Decisiva la volontà del calciatore

Il ‘diavolo' ha sfruttato lo spazio di manovra e, come si dice in gergo, s'è andato a prendere il calciatore consapevole che il tempo a disposizione era poco e andava sfruttato senza indugi: se n'è occupato Paolo Maldini, che ha sfoderato diplomazia e persuasione ma non ha dovuto faticare per fare breccia nella volontà del centrocampista 20enne, tra i migliori prospetti nel ruolo e pedina della Nazionale per il futuro. A completare l'opera è stato il direttore sportivo, Frederic Massara, che ha tessuto la trama dei contatti e dell'accordo con il presidente, Massimo Cellino. La fumata bianca è giunta nella giornata di domenica e, a giudicare dai termini dell'accordo raggiunto, è un ottimo affare per il Milan.