Rosso mancato su Palestra e rigore negato per fallo di mano: Italia imbufalita con Turpin

Tempi supplementari di Bosnia-Italia assolutamente infuocati. Gli azzurri hanno protestato tantissimo con l'arbitro della partita, Clément Turpin, che secondo la nazionale di Gattuso non ha provveduto ad espellere Muharemovic e non ha concesso un fallo di rigore per fallo di mano dopo il tiro di Pio Esposito. Ma facciamo ordine. Nel primo caso Muharemovic interviene in modo falloso su Palestra lanciato a rete. L'esterno del Cagliari si era lanciato in velocità spingendo la palla con la punta del piede appena fuori l'area di rigore venendo colpito dal difensore del Sassuolo. Tutti i giocatori italiani hanno accerchiato Turpin per chiedere il rosso ma il direttore di gara ha estratto solo il giallo.

L'arbitro ha preso questa decisione perché ha considerato la presenza di un altro giocatore della Bosnia nei pressi del pallone. In questo caso però Palestra era in porta e l'altro difensore in questione non sarebbe riuscito a intervenire, e per questo ci sono tantissimi dubbi, anche sul fatto che non ci sia stato un check al monitor col VAR. Il fallo da ultimo uomo, tecnicamente definito come negazione di una chiara occasione da rete (DOGSO), comporta generalmente il cartellino rosso se avviene fuori area. Nell'altro episodio invece altri dubbi per via del fallo di mano di un difensore bosniaco scivolando dopo il tiro di Pio Esposito.

Cos'è successo nei tempi supplementari sui due episodi contestati dall'Italia
Nel primo caso i dubbi che fosse rosso per il difensore del Sassuolo ci sono. E infatti Muharemovic andava espulso. Il direttore di gara non ha nemmeno ritenuto opportuno che si andasse a vedere l'episodio al VAR rendendo i calciatori dell'Italia furiosi. Incredibile come il VAR non abbia richiamato Turpin al monitor, una scelta piuttosto inspiegabile che ha messo nelle condizioni l'Italia di restare in inferiorità numerica anche nel secondo tempo supplementare. Nella seconda occasione contestata dall'Italia invece non sembra esserci calcio di rigore per l'Italia poiché il difensore della Bosnia che aveva toccato la palla col braccio sul tiro di Pio Esposito era in caduta e forse anche troppo vicino al pallone.