Perché in Milan-Lazio l’arbitro non dà rigore su Pavlovic-Romagnoli col VAR: la motivazione è sbagliata

È il 95° minuto, la Lazio chiede un calcio di rigore per il tocco di braccio di Pavlovic che, contrastato da Marusic, in caduta, colpisce con il braccio sinistro (gomito) la palla che Romagnoli calcia da distanza ravvicinata. Scoppia il caos, Allegri viene espulso per proteste. Per l'arbitro, Collu, quella situazione di gioco non è punibile con la massima punizione. Ci arriva dopo un lungo check del VAR e una revisione infuocata. Perché? Prende la decisione dopo aver effettuato la on-field-review che gli viene suggerita dai colleghi in cabina di regia: hanno visto qualcosa che merita una valutazione più approfondita. La scelta finale è corretta ma la spiegazione che dà solleva perplessità. Non è per la distanza ravvicinata tra Romagnoli e Pavlovic, ed è questa la sbavatura che genera confusione: prima sostiene che "il braccio è fuori sagoma" poi sottolinea che "il difensore subisce un fallo".
Perché Collu fa bene a non dare rigore ma sbaglia la motivazione
In buona sostanza, se non ha fischiato penalty per i biancocelesti – in base alla comunicazione che fa lo stesso Collu direttamente in campo dopo la OFR – è per la trattenuta subita dal difensore dei rossoneri. Ma in realtà è lo stesso Pavlovic a strattonare l'avversario, la sbracciata è reciproca come spesso accade in situazioni del genere. Quindi, non è quella l'infrazione che rende nulle le proteste della Lazio e motiva la mancata concessione del rigore.

In realtà, quel tocco di braccio non è da sanzionare per tre ragioni fondamentali: anzitutto, la distanza ravvicinata di Pavlovic con Romagnoli; non c'è alcun movimento dell'arto verso la palla, anzi si rivela congruo considerati la postura e gli effetti del contrasto (il calciatore è sbilanciato, sta per cadere in avanti); è quasi girato quando la sfera lo centra all'altezza del gomito.
In diretta TV a DAZN l'ex arbitro, Marelli, punta la riflessione proprio sulla "via sbagliata" attraverso la quale Collu è arrivato a quella determinazione. "A mio parere non c'è rigore per tre motivi. Uno: l'estrema vicinanza dei giocatori. Due: il braccio non si muove verso il pallone. Tre: Pavlovic è di spalle, pertanto non ci sono gli elementi per l’assegnazione di un calcio di rigore".

La seconda parte del ragionamento va al nocciolo della questione: "Collu ha preso la decisione giusta ma per la via sbagliata. Lui dice che Pavlovic è trattenuto da Marusic, ma da quel che si vede la trattenuta è reciproca. Sarebbe stato più semplice e giusto uscire dalla on-field-review annunciando che il rigore non poteva essere assegnato perché il braccio è in posizione naturale. Invece, la spiegazione che ha dato si presta a molte critiche. Perché? È evidente che i due calciatori si trattengono a vicenda".
La caotica on-field-review: Allegri espulso per proteste
I biancocelesti protestano e chiedono la massima punizione. In panchina Allegri è una furia, esplode quando capisce che – in seguito a check dalla sala VAR – l'arbitro va alla on-field-review. Il tecnico del Milan arriva anche muso a muso con il direttore di gara per lamentarsi in maniera plateale contro quella decisione: prende il rosso e va via. Cosa gli ha detto? Lo rivela lui stesso in tv, ricordando che era stato espulso dal direttore di gara con la Cremonese: "Tutte le volte che ci sei te succede sempre un casino". E, prima di abbandonare il rettangolo verde, ha un battibecco col vice di Sarri.

Devono dividerli e ne scaturisce una (quasi) rissa che coinvolge anche le panchine. Solo dopo quel caos, Collu riesce a effettuare la revisione dell'episodio e decreta che non ci sono gli estremi per assegnare il penalty. Nel fornire la spiegazione, però, dà una motivazione non è quella corretta. In sintesi, arriva alla decisione giusta ma per la via sbagliata.