Nesta svela il faccia a faccia con Fabregas: “Non vi va bene mai? Ditecelo voi, mandateci un fax”

Alessandro Nesta è attualmente in attesa che qualche squadra lo chiami dopo la separazione dal Monza dello scorso maggio, seguita all'ultimo posto in Serie A dei brianzoli e conseguente retrocessione in B. È stata una stagione molto travagliata sia per la squadra biancorossa che per il 49enne romano, che era stato preso in estate per sostituire Palladino: al suo debutto nella massima serie, Nesta è stato prima esonerato a dicembre, poi richiamato a febbraio al posto del subentrato Bocchetti, infine lasciato a piedi dopo la retrocessione.
L'anno di A gli ha comunque consentito di confrontarsi al massimo livello anche da allenatore, dopo averlo fatto da calciatore. L'ex difensore di Lazio, Milan e nazionale racconta il faccia a faccia avuto con Cesc Fabregas dopo Como-Monza del 30 novembre 2024: un colloquio franco che rispecchia la differenza di visioni, non solo calcistiche, tra italiani e spagnoli.

Cosa accadde dopo il pareggio del Monza a Como: il confronto tra Nesta e Fabregas
Il punto di partenza del discorso, durante la chiacchierata con Pierluigi Pardo su DAZN, è lo Scudetto vinto da Nesta con Allegri nel 2011 al Milan: "Ci sono tanti tipi di calcio, quello che vince ha ragione. Poi ti può piacere o non piacere, però se vinci hai ragione. Il mister ha vinto, ha stravinto".
Da lì si passa al nuovo che avanza, ovvero Cesc: "Adesso c'è Fabregas, che gioca… un palleggiatore importante, uno che costruisce sempre da dietro. Appena finita la partita – facciamo 1-1 – mi dice: ‘Oh, ma in Italia voi venite uomo con uomo'. Perché per me il Como, se tu gli lasci la palla, ti fa una testa come un pallone e prima o poi un gol lo prendi. Allora io gli ho detto: ‘Scusami, anni fa ci dicevate che facevamo il catenaccio e non andava bene, adesso veniamo avanti e non va bene mai? Ditecelo voi, mandateci un fax…'".
Parole dette col sorriso da Nesta, ma la voglia di punzecchiare la tendenza di Fabregas a ergersi a ‘professore', quando parla a nome di tutto il ‘giochismo' del calcio spagnolo, il buon Alessandro non riesce a nasconderla…