Modric rimase sconvolto dal Pallone d’Oro del 2018: “Non rispondeva, potevo sentire le sue lacrime”
Il prossimo 26 ottobre a Londra verrà nominato il nuovo vincitore del Pallone d'Oro, una lotta serratissima in cui Kane e Mbappé sembrano essere i favoriti. Nella sua lunga storia il premio ha riservato delle sorprese agli appassionati, come la vittoria di Luka Modric che ha spezzato il duopolio di Cristiano Ronaldo e Messi durato dieci anni: il croato ha trionfato nel 2018 dopo aver vinto la Champions League con il Real Madrid ed essere arrivato in finale dei Mondiali con la Croazia, una vittoria che nemmeno lui si aspettava di poter raggiungere.
Pascal Ferré, ex caporedattore della rivista France Football che ha istituito il Pallone d'Oro nel 1956, ha raccontato per la prima volta il retroscena della sua chiamata con il fresco vincitore. Nel programma After Foot di RMC il giornalista ha raccontato cosa gli ha detto Modric dopo aver saputo della notizia: dall'altro capo del telefono c'era assoluto silenzio, interrotto soltanto da un pianto sommesso che racchiudeva tutte le emozioni di quel momento.
La reazione di Modric alla vittoria del Pallone d'Oro
La lista dei 30 finalisti viene pubblicata qualche mese prima della premiazione e il vincitore viene avvisato due settimane prima del grande evento. Modric fu contattato dal giornalista per annunciargli la vittoria, ma non rispose alla prima telefonata: "Mi richiamò cinque o sei minuti dopo. E gli dissi ufficialmente che aveva vinto. Gli dissi: ‘Benvenuto nella famiglia del Pallone d'Oro'. Ma dall'altra parte della linea non c'era nessuno". La prima reazione del croato fu il silenzio, ma in realtà stava piangendo dalla commozione: "Ho avuto persino l'impressione che la linea si fosse interrotta. Ci fu un silenzio carico di emozione, potevo sentire le lacrime. Si ricompose chiedendomi se fosse vero".
Qualche giorno dopo Ferré lo raggiunse a Madrid e Modric gli svelò perché non rispose alla prima telefonata: "Abbiamo parlato di nuovo di quella famosa telefonata, e lui mi ha detto: ‘Devo dirti una cosa: il giorno in cui mi hai chiamato per dirmelo e non ho risposto, non è stato perché ero occupato, ma perché ho visto comparire il tuo numero e sapevo cosa stavi per dire. Ero sopraffatto dall'emozione e non riuscivo a risponderti. Mi ci sono voluti alcuni minuti per capire cosa fosse successo, ed è stato allora che ti ho richiamato'". La reazione semplice di un giocatore che ha lavorato sodo per arrivare ai vertici del calcio mondiale e che è stato ripagato con il Pallone d'Oro, un'onorificenza che ha impreziosito la sua carriera ricca di vittorie e trofei.