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Manninger: “Oggi sono tornato a fare il falegname. Alla Juve in ritiro Conte mi prese da parte”

Alex Manninger è tornato a fare il falegname dopo essersi ritirato dal calcio. Un modo che, per sua scelta, non appartiene più all’ex portiere della Juventus: “Il calcio di oggi è solo moda e business”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Alex Manninger è sempre stato considerato uno dei portieri più energici e reattivi della Serie A. In un periodo compreso tra il 2000 e il 2010, l'estremo difensore austriaco ha saputo distinguersi nelle varie esperienze avute tra Brescia, Siena, Fiorentina e Juventus ma anche Torino, Udinese e Bologna. Poi il trasferimento all'Augsburg e infine al Liverpool di Klopp. nel 2017 dove ha poi chiuso la carriera. Oggi l'ex portiere austriaco ha 48 anni ed è tornato a fare ciò che faceva prima che il calcio diventasse parte integrante della sua vita: il falegname.

Nel corso di un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport è stato proprio Manninger a spiegarlo sottolinenando di aver chiuso completamente con questo calcio diventato solo un business iniziando una nuova vita, senza nemmeno i social. "Fare il falegname mi ha insegnato l’importanza del sudore e dei sacrifici – ha spiegato – . Sia Conte che Klopp, nel tempo, hanno apprezzato questo aspetto. Mi dicevano che ero fondamentale per trasmettere ai più giovani l’attitudine al lavoro". 

Manninger alla Fiorentina con Mancini in panchina

Manninger ha spiegato di non rivedersi più in questo calcio attuale: "Oggi sono felice. Il calcio di oggi è solo moda e business, io invece non ho nemmeno Instagram e vivo nella mia pace e nella semplicità – aggiunge -. Oggi negli spogliatoi si pensa più ai capelli e ai post da fare che a lavorare sodo".

La sua carriera però è stata a dir poco esaltante iniziata con l'Arsenal di Wenger e poi con la Juventus in Italia, senza dimenticare però la Fiorentina: "Nel 2001 era sull’orlo del fallimento e per diversi mesi non abbiamo preso lo stipendio – spiega -. Mancini (l'allenatore della viola ndr) ci diceva che non sapeva se ci fossimo allenati il giorno dopo. Potevamo fallire da un momento all’altro".

Manninger in azione con la maglia della Juventus.
Manninger in azione con la maglia della Juventus.

L'ex portiere poi si è concentrato proprio sull'esperienza vissuta in bianconero alla Vecchia Signora quando era secondo di Buffon: "A fine allenamento mi teneva le ore e on mi ha mai fatto pesare la sua grandezza. Mi stupivo per la tranquillità che aveva".

Il suo ultimo anno alla Juve è stato il primo di Conte in bianconero, quello della rinascita della Vecchia Signora che inizierà da lì il suo percorso nella conquista dei 9 scudetti consecutivi: "Antonio (Conte ndr) mi colpì già dal ritiro. Mi prese da parte e mi disse che apprezzava il mio modo di lavorare e che voleva già prendermi quando era a Siena. Ricordo che all’inizio era l’unico a credere nella vittoria dello scudetto".

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