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Lotito spiega le telefonate con i tifosi della Lazio diventate virali: “Vengono diffuse con la mia voce”

Claudio Lotito cerca di fare chiarezza sulle telefonate con i tifosi della Lazio diventate virali: “Io non le conosco, sono parole che vengono diffuse con la mia voce, è diverso”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Le telefonate che alcuni tifosi stanno facendo al presidente della Lazio, Claudio Lotito, stanno diventando sempre più virali. All'ennesimo squillo fatto al patron dei biancocelesti c'è stata una dura critica a Maurizio Sarri per quanto riguarda il mercato: "La società c’ha un nome e un cognome: Claudio Lotito. Non è di Sarri, se la vuole Sarri se la compra". Non solo, si è parlato anche di altri giocatori e di vicende societarie. Lotito si è soffermato a parlare al telefono con coloro i quali provano a chiedergli spiegazioni circa la sua gestione societaria e sul perché non venda nonostante la protesta dei tifosi.

Intercettato in Commissione Antimafia da ‘RadioseiLazio' Lotito ha voluto dire la sua versione su queste telefonate, senza entrare troppo nello specifico: "Le telefonate che sentite voi io non le conosco – spiega e aggiunge -. Sono parole che vengono diffuse con la mia voce, è diverso". Lotito non entra nello specifico dunque e si limita a dire che quelle telefonate sarebbero state alterate, inventate. Insomma dei falsi. Resta una situazione di certo molto tesa in casa biancoceleste per una stagione che da questo punto di vista è da considerare già totalmente da dimenticare.

Già in precedenza entrando in Commissione Antimafia, sempre a una domanda di ‘RadioseiLazio', Lotito era apparso infastidito: "Periodo nero per la Lazio, va sempre peggio. Quando finirà? – gli chiedono, e lui risponde -. Quando finirà la gente come te che va girando”. Ma cosa era stato detto esattamente in quella telefonata diventata virale in cui si sente la voce del presidente Lotito scagliarsi contro il proprio allenatore: "Deve prendere i giocatori che c’ha a disposizione e farli giocare, se è un buon allenatore. Se no di che parliamo? Castellanos non lo faceva giocare: 30 milioni. Guendouzi se n’è voluto andare”.

In quella telefonata si è anche parlato di Noslin, Belahyane, Dia e dell'ultimo arrivato Maldini: "L’ho preso per farlo giocare esterno sinistro e lo mette prima punta – si sente dire -. Dia? 18 milioni mi danno, lo vendo e finisce la pratica. Solo a Sarri non piacciono i giocatori, com’è che gli altri se li prendono tutti? Me lo dovete spiegare". Una situazione del tutto particolare in questo momento che però vede la Lazio ancora in lotta per un posto nella finale di Coppa Italia con l'andata della semifinale contro l'Atalanta terminata 2-2 all'Olimpico.

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