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L’Iran parteciperà al sorteggio dei Mondiali 2026 dopo i visti negati dagli USA: il ‘caso’ e le proteste

L’Iran parteciperà al sorteggio dei gironi a Washington nonostante l’idea iniziale di boicottaggio per il rifiuto dei visti ad alcuni membri della delegazione. La federazione asiatica parla di provvedimenti “non legati allo sport”.
A cura di Vito Lamorte
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L’Iran sarà presente alla cerimonia del sorteggio dei gironi dei Mondiali 2026, prevista oggi, 5 dicembre 2025, a Washington, nonostante il rifiuto dei visti da parte degli Stati Uniti a diversi membri della sua delegazione. Il dietrofront da parte della federazione calcistica iraniana era stata confermato nelle scorse ore, sottolineando come si trattasse di "provvedimenti che non hanno nulla a che vedere con lo sport". ma poi un portavoce della FIF ha dichiarato a un'agenzia di stampa iraniana che il CT Amir Ghalenoei e uno/due membri dello staff saranno presenti per garantire la presenza dell'Iran.

La tensione tra Stati Uniti e Iran, già palpabile durante l’ultima Coppa del Mondo in Qatar – con il match decisivo per gli ottavi tra le due nazionali – torna dunque a influire sul calcio, segnando un nuovo capitolo nelle relazioni tra i due Paesi. Secondo fonti locali, tra i membri della delegazione a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti figura anche il presidente della Federazione, Mehdi Taj, figura di primo piano nel calcio asiatico, vicepresidente della Confederazione continentale e membro di diversi organi FIFA con competenze sulle competizioni.

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Iran sarà al sorteggio dei Mondiali 2026 dopo visti negati: il caso

Quattro membri della delegazione, tra cui il commissario tecnico Amir Ghalenoei, hanno invece ottenuto regolarmente il visto e saranno presenti alla cerimonia. Il portavoce della Federazione iraniana ha dichiarato che la decisione di non partecipare al sorteggio è stata comunicata alla FIFA, ribadendo che si tratta di provvedimenti di natura politica ma più tardi la situazione è parzialmente rientrata.

Taj aveva denunciato pubblicamente la scelta definendola "politica" e ha chiesto l’intervento della FIFA per porre fine alla situazione. Il rifiuto dei visti rischia di creare ulteriori difficoltà anche ad altri paesi, sia per l’ingresso delle delegazioni ufficiali sia per quello dei tifosi. Haiti è stata citata come possibile altra nazionale a rischio in questo senso. La situazione evidenzia come la politica internazionale possa influenzare in maniera diretta eventi sportivi globali, ponendo limiti alla partecipazione di atleti e dirigenti qualificati.

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Si apre un tema in vista del torneo della prossima estate soprattuto per i tifosi di quei paesi coinvolti nel ‘travel-ban' di Trump. Per coloro che vorrebbero andare negli USA, le ambasciate americane daranno priorità agli appuntamenti per il visto ai tifosi in possesso di biglietti, con il nuovo sistema FIFA Prioritised Appointment Scheduling System (Pass) che renderà le cose più semplici.

È molto probabile che i tifosi iraniani incontreranno difficoltà ad entrare negli Stati Uniti per assistere al torneo ma non sarà un problema solo per i supporter asiatici e questo problema potrebbe ampliarsi ad altre nazioni.

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