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L’ex Milan Mangiameli dopo Bosnia-Italia: “Non sapete lo schifo che c’è dietro, buste da 50mila”

A 21 anni l’ex calciatore ha già maturato un’idea del mondo del calcio negativa e il flop dell’Italia fuori dai Mondiali non lo stupisce affatto. “Mi è capitato di vedere compagni di squadra trattati in maniera oscena dai dirigenti e senza rispetto. Gente che si lancia per terra in continuazione, raccomandazioni, gente ignorante e maleducata che per 4 soldi farebbe di tutto”.
A cura di Maurizio De Santis
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Federico Mangiameli ha 21 anni, ha lasciato il calcio professionistico nell'estate 2025 dopo averlo solo sfiorato. Ha iniziato nelle giovanili del Milan poi è passato in quelle del Bologna e del Torino e ne ha viste abbastanza da lasciarsi andare a uno sfogo molto duro nei confronti di quel mondo che sembra un libro dei sogni, ma se lo vivi dall'interno puoi accorgerti che dietro le apparenze patinate si nasconde ben altro. Questo altro "a differenza degli altri sport" ha fatto sì che il calcio sia "diventato lo sport da non prendere come esempio".

E spiega perché. Alza il velo, porta alla luce niente di nuovo. Quello che tutti sanno e, per ragioni differenti, fanno finta di non sapere oppure nascondono sotto il tappeto. Il giorno dopo il flop dell'Italia, eliminata nella finale playoff dalla Bosnia, il battage mediatico si concentra intorno alle dimissioni (non date) dal presidente federale, Gabriele Gravina, e ai possibili piani di rilancio di un movimento in crisi profonda. Mangiameli è nel fiore degli anni, le cose che racconta le ha già sperimentate.

Solo chi ha vissuto quel mondo può capire lo schifo che c'è dietro – si legge nel messaggio condiviso sui social a corredo di una sua foto con la maglia del Milan -. Procuratori che portano calciatori dalla Promozione alla Serie C grazie a una busta da 50mila euro. Serie A e Primavere fatte da stranieri pagati una follia al mese. Oppure allenatori che non potevano neanche decidere chi schierare.

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Soldi, stranieri e una sorta di ‘caporalato' (con la complicità dei dirigenti) che tiene sotto pressione i giovani calciatori sono solo alcuni degli aspetti descritti.

Mi è capitato di vedere cose oscene di soldi. Compagni di squadra trattati in maniera oscena dai dirigenti e senza rispetto – ha aggiunto Mangiameli -. Tutto questo è il sistema calcio italiano che fortunatamente ho lasciato da un po'. A differenza degli altri sport, il calcio è diventato lo sport da non prendere come esempio.

Al peggio non c'è mai fine. Nel corredo accessorio di una disciplina, che non ha più appeal e nell'immaginario collettivo è ormai dietro nelle gerarchie degli sport nazionali, c'è ancora dell'altro. Ed è il peggio di quel che si possa credere, oltre vedere. E gli Azzurri sono fuori dai Mondiali ancora una volta c'è nulla di cui stupirsi

Gente che si lancia per terra in continuazione, raccomandazioni, gente ignorante e maleducata che per 4 soldi farebbe di tutto. Questo poi è il risultato.

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