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La festa a casa di Dani Alves in libertà su cauzione: “È durata fino alle 5 del mattino”

Il brasiliano è rientrato nella sua abitazione dopo oltre un anno di detenzione. Ha ricevuto la visita del genitori e festeggiato il compleanno di suo padre, Domingos Alves Da Silva.
A cura di Maurizio De Santis
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Tornare alla normalità della vita quotidiana dopo 14 mesi di carcere e una condanna a 4 anni e 6 mesi per violenza sessuale. Dani Alves prova a farlo entro i limiti consentiti dalla legge per lui che è libero per aver pagato la cauzione da 1 milione di euro così da ottenere quel beneficio che nel recente passato, prima che il processo fosse celebrato e arrivasse anche la sentenza, gli era sempre stato negato dal tribunale.

Lunedì scorso il brasiliano, oggi 40enne, ha fatto rientro a casa nella cittadina di Esplugues de Llobregat. Qualcuno gli ha regalato un mazzo di fiori, non si sa chi ma il dettaglio ha destato molto scalpore. Così come non poteva passare inosservata la presenza di un uomo con un cellulare che registra tutti i movimenti del calciatore nel corso della giornata.

Perché è lì? È una forma di cautela che il suo avvocato gli ha suggerito per evitargli altri problemi legali, in questo caso relativi al rapporto con la (ex) moglie che ha abitato in quella residenza almeno fino a quando non è scoppiato lo scandalo e le indagini hanno portato all'arresto.

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In questo contesto, martedì sera, l'ex difensore della Seleçao s'è potuto concedere un attimo di svago festeggiando il compleanno di suo padre, Domingos Alves Da Silva. C'erano anche sua madre, Maria Lucia, e qualche altro membro della famiglia: tutti hanno raggiunto Dani Alves nella tarda serata, dopo aver cenato in un ristorante di Barcellona e quando ormai i giornalisti erano andati via.

"Vi sono rimasti fino alle cinque del mattino", trattenendosi per quella che alcuni media spagnoli (Telecinco, durante il programma Así es la vida) hanno descritto come "una semplice riunione tra persone care". Anche questo fa parte di quella parvenza di normalità che il giocatore ha riassaporato dopo oltre un anno di detenzione. Dani Alves poteva ricevere quelle visite? Sì ma con evidenti paletti legali, nella cornice della libertà provvisoria concessa fino alla risoluzione definitiva del suo caso.

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Il suo avvocato ufficiale, Inés Guardiola, ha già fatto sapere che sta studiando ulteriormente le carte per presentare ricorso in appello contro la condanna, ribadendo ancora una volta di credere nella assoluta innocenza del proprio cliente. "Continuo davvero a credere nell'innocenza del signor Alves – ha ammesso il legale, che era con lui all'uscita del carcere -. Andrò da lui e gli spiegherò tutti i particolari della sentenza, e fornirò chiarimenti sulla sua posizione. Posso dire con certezza che la impugneremo".

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