22 Luglio 2021
19:53

La favola di Thomas Deng alle Olimpiadi: da rifugiato a capitano dell’Australia

Thomas Deng è il capitano dell’Australia alle Olimpiadi 2021 di Tokyo. Il difensore, che milita in Giappone negli Urawa Reds, a 24 anni guiderà la sua nazionale dopo 13 anni d’assenza ai Giochi. Lui e la sua famiglia fuggirono dal conflitto in Sudan quando Deng aveva solo 6 anni trovando accoglienza proprio in Australia da dove è nata poi la sua nuova vita.
A cura di Fabrizio Rinelli

Le Olimpiadi regalano spesso emozioni che vanno oltre il semplice merito sportivo. I Giochi ci raccontano storie di vita vissuta, battaglie e conquiste. In poche settimane si racchiudono i sogni, le speranze e le aspettative di ogni atleta che il più delle volte ha dovuto lottare tanto per raggiungere questo traguardo. È il caso di Thomas Deng, calciatore e capitano dell'Australia del calcio che prenderà parte alle Olimpiadi di Tokyo. La sua è una storia particolare. Una sfida, come quella che si era prefissata per prima la sua famiglia che nel 2003, quando Deng aveva solo 6 anni, dovette fuggire dal conflitto civile in Sudan (la guerra del Darfur) per salvarsi e sperare di trovare una vita migliore.

Nato nel 1997 in Kenya, a Nairobi, Deng e la sua famiglia si trasferirono in Australia non prima di aver attraversato un campo profughi. Lui, la madre e i suoi quattro fratelli, dovettero lasciare tutto, anche il padre, che era in Kenya poiché lavorava come medico per un ente di beneficenza. L’intera famiglia non si è mai riunita e Thomas ottenne lo status di rifugiato in Australia. Una vita nuova, in un nuovo Paese e quel senso di vuoto nel dover lasciare le proprie radici. Fu il calcio a fargli stringere le prime amicizie ad Adelaide. Non fu difficile notare subito il talento di quel ragazzo che amava giocare a calcio con i suoi fratelli per divertimento.

Il suo percorso fino alla fascia di capitano dell'Australia

Fu proprio da quel momento che iniziò una nuova vita per Thomas Deng che però non ha mai dimenticato i momenti brutti vissuti nei suoi primi anni in Australia: "Il momento più brutto? – ha raccontato nel corso di un'intervista – Essere seguito al supermercato per paura che rubassi qualcosa". Poi la vita gli ha riservato le gioie che tutti i ragazzi della sua età si aspettano quando giocano a calcio per strada sognando di sfidare un giorno i più forti al mondo. La sua carriera inizia a Melbourne tra le fila dei Victory, firmando il primo contratto giovanile. Un crocevia importante fino al debutto nel 2015 nella serie A australiana.

Bravo e attento in campo da guadagnarsi il trasferimento in Olanda nella squadra B del Psv Eindhoven e poi in Giappone dove il difensore si è poi consacrato tra le fila dell'Urawa Reds. La gioia più grande? Aver affrontato Andres Iniesta: "Un'esperienza che non dimenticherò mai" scrisse sul suo profilo Twitter dopo aver affrontato l'ex stella del Barcellona. Ma la vera gioia è stata quella per il debutto in Nazionale, quella australiana, con cui ha conquistato il terzo posto in Coppa d'Asia Under 23 dello scorso anno che è valso la qualificazione alle Olimpiadi.

Oggi è lui il capitano di questa Australia che non si qualificava ai Giochi dal 2008 e che al massimo è arrivata in semifinale a Barcellona 1992 perdendo 6-1 con la Polonia. Oggi Thomas Deng, da bambino di 6 anni in fuga dalla guerra con la sua famiglia, si ritrova ad essere il capitano del Paese che lo ha accolto regalandogli un sogno e soprattutto una nuova vita.

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