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Mondiali di calcio 2026

La cattura di Maduro spacca USA e Messico, calcio e geopolitica si intrecciano: FIFA in allarme per Mondiali 2026

La presa di posizione di Claudia Sheinbaum contro l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela riapre tensioni politiche tra i paesi ospitanti del Mondiale 2026. A pochi mesi dalla Coppa del Mondo, calcio e geopolitica si intrecciano in uno scenario sempre più instabile.
A cura di Vito Lamorte
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Infantino con Donald Trump, Claudia Sheinbaum e Mark Carney.
Infantino con Donald Trump, Claudia Sheinbaum e Mark Carney.
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La cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, confermato nelle prime ore del 3 gennaio 2026, non ha solo aperto una nuova crisi diplomatica internazionale, ma ha riportato prepotentemente i Mondiali di calcio del 2026 al centro di uno scenario carico di tensioni politiche e simboliche. A pochi mesi dall’evento, che sarà ospitato da Stati Uniti, Messico e Canada, il confine tra sport e geopolitica appare sempre più sottile.

Per il Messico, l’episodio è stato interpretato come un campanello d’allarme. La presidente Claudia Sheinbaum ha preso una posizione netta contro l’intervento militare statunitense in Venezuela, rompendo la tradizionale prudenza diplomatica di Città del Messico, storicamente neutrale nelle vicende interne del Paese sudamericano.

Attraverso i suoi canali ufficiali, Sheinbaum ha richiamato l’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, accusando Washington di aver violato il principio che impone agli Stati di astenersi dall’uso della forza contro l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di un altro Paese.

L'arresto di Maduro spacca USA e Messico in vista dei Mondiali 2026

La presidente messicana ha inoltre rilanciato la nota ufficiale del Ministero degli Esteri, che condanna fermamente l’operazione statunitense e chiede l’intervento immediato dell’ONU per evitare un’ulteriore escalation. Una linea sostenuta anche da Clara Brugada, sindaca di Città del Messico — città che ospiterà la partita inaugurale del Mondiale 2026 — che ha rafforzato l’appello alla comunità internazionale in nome della stabilità regionale.

Il contesto si è fatto ancora più delicato dopo alcune recenti dichiarazioni di Donald Trump, che ha evocato la possibilità di interventi diretti anche in Messico per contrastare i cartelli della droga. Parole che, pur non ricevendo una risposta ufficiale immediata da Sheinbaum, rischiano di irrigidire ulteriormente i rapporti tra due Paesi chiamati a collaborare strettamente nell’organizzazione della Coppa del Mondo.

Al momento la FIFA non ha rilasciato comunicazioni ufficiali e il percorso organizzativo del Mondiale resta formalmente invariato. Tuttavia, a mesi dal calcio d’inizio, il torneo più seguito al mondo si trova già a fare i conti con una partita complessa giocata lontano dal campo: quella tra diplomazia, equilibri geopolitici e un clima di cooperazione che appare sempre più fragile.

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