"Le critiche al Napoli dopo la sconfitta col Milan? La verità è che hanno paura, ecco perché parlano così di noi". In conferenza stampa Kalidou Koulibaly gioca d'anticipo – come non gli era riuscito contro Ibrahimovic –  ed entra in tackle sulle obiezioni (durissime) ricevute per la prestazione e la sconfitta contro i rossoneri al San Paolo. Il secondo ko in un confronto diretto. L'ennesimo stop contro una delle formazioni attualmente in zona Champions: prima il Sassuolo, poi il diavolo e in mezzo quel ko a tavolino maturato con la Juventus.

Le attenuanti non mancano e fanno parte del corredo accessorio di una serata da dimenticare assieme alla discussione molto accesa nello spogliatoio con l'allenatore e alle voci di dentro che raccontano dell'ennesimo malessere strisciante. "Sappiamo cosa abbiamo sbagliato, è mancata mentalità. Non siamo stati bravi e lavoreremo su questo". Proprio il centrale senegalese è finito sul banco degli imputati per le sbavature commesse nel reparto arretrato, in particolare in occasione della rete del vantaggio rossonero. "Ibra è difficile da marcare e ha fatto due gol incredibili. Vogliamo dimostrare che non siamo quello che tutti dicono oggi e che non ci sono problemi con l'allenatore o lo staff".

Un anno dopo la rivoluzione che portò poi all'esonero di Ancelotti torna d'attualità il tema del rapporto tra tecnico, squadra e società al netto delle voci su un presunto malumore per i pagamenti delle spettanze in ritardo (a causa della crisi economica per il Covid, situazione molto comune ad altri club di A). Koulibaly sgombra il campo dal chiacchiericcio delle ultime ore. "Siamo al 100% con Gattuso, non c'è nessun dubbio – ha ammesso -. Il resto delle cose che si dicono mi motivano, lo dimostreremo in campo, nelle partite di Europa League come domenica prossima".