Jack Bonaventura si ritira dal calcio: “Con il pallone ai piedi mi sono sempre sentito libero”

Giacomo Bonaventura lascia il calcio. L'ex centrocampista di Atalanta, Milan e Fiorentina a 36 anni dice basta dopo essersi preso tanto tempo per decidere cosa fare. La riflessione è finita, così come la sua splendida carriera. Sui social ha scritto un lunghissimo post, con un inizio davvero romantico: "Ho iniziato a giocare perché con il pallone tra i piedi mi sentivo libero", e un arrivederci al suo mondo: "Questo è stato un viaggio bellissimo, ma il mio rapporto con il calcio non finirà mai".
Atalanta, Milan e Fiorentina
Bonaventura, che ha vissuto l'ultima stagione in Arabia Saudita con l‘Al-Shabab, è rimasto fermo e ha lasciato il calcio giocato. La lettera con cui saluta la carriera da calciatore è bella, emozionante come l'avvio: "Non ho mai iniziato a giocare a calcio per diventare qualcuno. Ho iniziato perché, con un pallone tra i piedi, mi sentivo libero“.
L'Atalanta, poi il Milan e la Fiorentina, prima dell'avventura saudita: "A Bergamo sono cresciuto, l’Atalanta mi ha formato. Disciplina, duro lavoro, umiltà. Poi è arrivato il Milan. San Siro, un’adrenalina che ti entra dentro e non se ne va. Con voi ho costruito un legame forte, e mi sono sentito parte della grande storia rossonera. Poi Firenze, la Fiorentina. Quattro stagioni che non dimenticherò mai. Una città meravigliosa, un tifo straordinario, un calore forte. In fine Riyadh, un’esperienza unica. Amici nuovi, una cultura diversa che mi ha arricchito come uomo”.
Il record con la Nazionale e il suo futuro
E l'esperienza con la Nazionale, che lo vede come recordman, essendo il calciatore più ‘vecchio' a segnare con la maglia dell'Italia, a 34 anni e 53 giorni, quando timbrò il cartellino nel 2023: "La Nazionale, quell’è qualcosa di speciale. Non si può spiegare a parole, si sente. Rappresentare il proprio paese è un orgoglio che ti resta addosso per la vita. Oggi è il momento di dire stop al calcio giocato. Ma non è un addio al campo. La mia passione per questo sport è troppo grande. Il mio rapporto con il calcio non finirà mai. Un grazie ai miei compagni, agli allenatori, ai tifosi e alla mia famiglia. È stato un viaggio bellissimo“.