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Infantino è sicuro, giusto il premio FIFA per la pace a Trump: “Oggettivamente, se lo merita”

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, difende il riconoscimento a Donald Trump e respinge le richieste di boicottaggio della Coppa del Mondo 2026. Apertura anche a una possibile riammissione della Russia: “Il veto non ha portato a nulla”.
A cura di Vito Lamorte
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Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha ribadito la bontà della scelta di assegnare un premio per la pace al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, respingendo con decisione le ipotesi di boicottaggio dei Mondiali 2026.

Il numero uno del calcio mondiale è finito nel mirino delle critiche dopo aver consegnato il riconoscimento a Trump a nome della federazione, in occasione del sorteggio della Coppa del Mondo 2026 tenutosi lo scorso dicembre a Washington. Tanti dubbi erano emersi all'interno della FIFA sia prima della consegna che dopo le minacce del presidente USA alla Groenlandia.

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Intervistato da Sky News, Infantino ha spiegato le ragioni della sua decisione: "Oggettivamente, se lo merita. Qualunque cosa possiamo fare per contribuire alla pace nel mondo, dovremmo farla, e per questo motivo, da tempo pensavamo di dover fare qualcosa per premiare chi fa qualcosa".

Infantino sfida le polemiche sul premio per la pace a Trump: "Se lo merita"

Il presidente della FIFA ha poi respinto l’idea di un boicottaggio del torneo iridato, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, motivato dalle scelte politiche interne ed estere dell’amministrazione Trump. "Nel nostro mondo diviso, nel nostro mondo aggressivo, abbiamo bisogno di occasioni in cui le persone possano riunirsi, incontrarsi attorno alla passione", ha dichiarato.

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Infantino ha infine aperto anche al tema della Russia, sostenendo che FIFA e UEFA "dovrebbero" prendere in considerazione una possibile riammissione alle competizioni internazionali dopo il bando seguito all’invasione dell’Ucraina.

"Dobbiamo farlo. Assolutamente – ha detto Infantino –. Questo veto non ha ottenuto nulla, ha solo creato più frustrazione e odio. Avere ragazze e ragazzi russi in grado di giocare a calcio in altre parti d’Europa sarebbe d’aiuto".

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