Il portiere si mette di spalle sul rigore assurdo, aveva un patto con l’attaccante: arriva il tradimento

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Scandalo nella Copa Simon Bolivar: l’arbitro inventa un penalty al 94′ e il portiere Tesonote si rifiuta di pararlo. Sospeso il direttore di gara dopo le pesanti accuse sull’accaduto.

Un portiere che invece di concentrarsi appieno per provare a parare un calcio di rigore o cercare al massimo di destabilizzare un avversario, si gira di spalle rispetto al battitore. È successo esattamente questo in Bolivia nella partita valida per la Copa Simon Bolivar tra Independiente CBBA e Wilstermann Cooperativas. Il gol decisivo è arrivato grazie ad un penalty a dir poco discutibile, che ha scatenato una reazione polemica da parte dell'estremo difensore Gustavo Tesonotte che ha scelto di non parare.

La partita era sul 2-2 e stava volgendo ormai al termine quando Adiri, centravanti dell'Independiente, si è ritrovato a tu per tu con il portiere. Due i tentativi di dribbling senza fortuna, con Tesonotte bravissimo nello sventare la minaccia senza commettere alcun fallo, né toccare l'avversario che non è nemmeno caduto. Insomma una normale dinamica di gioco, che però non è stata letta così a sorpresa dal direttore di gara Carlos Arteaga: tutti i presenti in campo, compagni e avversari, sono rimasti sorpresi dalla decisione di concedere il calcio di rigore. Un penalty assolutamente inventato che ovviamente ha fatto infuriare la squadra ospite.

Inutili le proteste con Tesonotte che ha deciso di avvicinarsi al palo e di non guardare la direzione del pallone per non intervenire. Compito estremamente facile dunque per Adiri che ha realizzato il 3-2 della definitiva vittoria dei padroni di casa. Il portiere dopo gli applausi ironici sia al match-winner che all'arbitro ha proseguito nelle proteste senza però ottenere nulla. L'arbitro dopo il match è stato sospeso a tempo indeterminato per quello che è stato considerato un vero e proprio scandalo.

A dare ulteriori particolari sulla vicenda ci ha pensato proprio Tesanotte durante un intervento in TV raccontando quei momenti concitati: "Non ho mai avuto contatti con l'attaccante dell'Independiente, mai. E ovviamente ero più che convinto che non fosse rigore, perché in nessun momento, in nessuno dei due contrasti che abbiamo avuto, sono entrato in contatto con lui. La verità è che la decisione dell'arbitro mi ha sorpreso". E di comune accordo con tutta la sua squadra il portiere ha deciso di mettersi di spalle: "La decisione non è stata soltanto mia, ma è stata presa insieme, è stata una decisione del gruppo. Avevamo pensato di farlo fin dal momento in cui è stato assegnato il rigore, perché ritenevamo che la decisione dell'arbitro fosse completamente sbagliata. E quindi, niente, anche come forma di protesta, no? Non soltanto per tutte le cose che stanno succedendo nel calcio boliviano, ma anche per noi, perché noi siamo andati a Cochabamba per cercare i tre punti e che ci fischiassero un rigore che non c'era".

E la cosa assurda è che Adiri non ha rispettato un patto preso in precedenza: avrebbe dovuto calciare fuori il rigore. E invece ha segnato il più facile dei gol: "Prima che venisse battuto il rigore abbiamo parlato con i giocatori dell'Independiente, abbiamo parlato con l'attaccante. Avevamo concordato che ci sarebbe stato fair play, ci eravamo dati la parola da uomini, no? Perché nel calcio esistono anche dei codici. E quindi, niente, mi ha sorpreso che abbia segnato, quando eravamo rimasti tutti d'accordo sul fatto che lui avrebbe sbagliato e che la partita sarebbe finita in pareggio". Altrettanto curiose le parole dell'arbitro: "Quello che mi ha fatto arrabbiare è stato quando sono rientrato in porta e gli ho detto: ‘Cioè, non puoi essere così irresponsabile da fischiare un rigore come quello che hai fischiato. Ci stai danneggiando'. E le sue parole sono state testualmente: ‘Ho soltanto fischiato un rigore', mi ha detto. E io gli ho risposto: ‘No, non hai soltanto fischiato un rigore. Noi non ci stiamo giocando semplicemente la qualificazione, ci stiamo giocando un sogno. Il nostro sogno è essere promossi, capisci?'. E lui mi ha detto: ‘Dai, pensa soltanto a parare. Ti ho fischiato un rigore. Smettila di lamentarti'". Impossibile non pensare ad un'inchiesta aperta su questo episodio, con annessi provvedimenti: fosse successo in Europa…

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