Migliore in campo in casa del Torino, migliore in campo in casa della Lazio. Il Papu Gomez è senza dubbio l'arma in più della super Atalanta di Gian Piero Gasperini. Quando il pallone scotta, basta passarlo all'argentino che fa sempre la cosa giusta, come confermato dai numeri eccezionali relativi alle prime due partite stagionali in Serie A. Tre gol, alla pari con Ronaldo, Lukaku, e Galabinov e due assist per un giocatore che ha raggiunto una maturità calcistica capace di fare la differenza.

Anche all'Olimpico si sono sentite le note virtuali del tormentone "baila con el Papu". Il numero 10 e capitano dell'Atalanta è stato l'assoluto protagonista della gara. Zampino in tutte le azioni pericolose della Dea, gol del 3-0 e doppietta personale a chiudere i conti sul 4-1. Superlativa la seconda marcatura, quando con il suo fendente finito sotto l'incrocio ha battuto Strakosha e spento i sogni di rimonta della formazione di Inzaghi che dopo aver accorciato le distanze con Caicedo si era gettata in avanti alla ricerca dei gol del pari. Applausi a scena aperta per il classe 1988 rimasto in nerazzurro nonostante le numerose offerte, alcune ricchissime, ricevute.

Talento, visione di gioco, consapevolezza dei propri mezzi e spirito da leader per il Papu Gomez all'Olimpico a conferma dunque di quanto visto anche in casa del Torino. I 3 gol (non era mai riuscito in carriera ad andare a segno nelle prime due giornate di Serie A) e 2 assist messi a referto confermano che è forse lui l'unico calciatore del quale Gasperini non può fare a meno. I compagni lo cercano costantemente e lui galleggia su tutto il fronte dell'attacco, capace di muoversi con i tempi giusti. Al netto delle dichiarazioni di circostanza, questa Atalanta, con questo Gomez hanno tutte le carte in regola per lottare per lo scudetto.