Il CT dell’India risponde a Carlo Ancelotti: “Non mi interessa”
La vigilia della sfida tra India e Brasile si è arricchita di un confronto a distanza tra due allenatori. Da una parte Carlo Ancelotti, commissario tecnico della Seleção, dall'altra Khalid Jamil, alla guida della nazionale indiana. Al centro della discussione c'è la posizione dell'India nel ranking FIFA e, più in generale, il rapporto del paese con il calcio.
Il Brasile arriverà all'appuntamento del 3 ottobre da grande favorito. La partita si giocherà al Salt Lake Stadium di Calcutta, impianto che può ospitare circa 85 mila spettatori. La Seleção occupa attualmente il quinto posto della classifica FIFA, mentre l'India è precipitata fino alla 138ª posizione.
Un divario enorme, soprattutto considerando le dimensioni del Paese asiatico, che con oltre 1,4 miliardi di abitanti è il più popoloso al mondo. Proprio questa distanza tra potenziale demografico e risultati calcistici ha portato Ancelotti a esprimere la propria opinione.
Ancelotti: “L'India non ha una cultura calcistica”
A pochi giorni dalla sfida, ad Ancelotti è stato chiesto se fosse sorpreso dalla posizione dell'India nel ranking internazionale, nonostante l'enorme popolazione del paese. La risposta dell'allenatore italiano è stata piuttosto netta: “Credo sia un problema culturale. L'India non ha una cultura calcistica, ma eccelle in altri sport. Bisogna lavorare su questo aspetto per costruire una nuova generazione di giocatori".
Ancelotti ha poi allargato il discorso alla possibilità di confrontarsi con realtà calcistiche differenti, sottolineando quanto possa essere utile per il Brasile affrontare nazionali con caratteristiche diverse: “Dobbiamo confrontarci con altre nazioni e altre culture. Siamo abituati a giocare amichevoli con stili di gioco diversi. L'India sarà una sfida stimolante. È vero che l'India non ha molta esperienza (nel giocare contro avversari di livello mondiale), ma è importante per noi capire come giocano”.
La replica di Jamil: "Non mi interessa"
Parole che non sono rimaste senza risposta. L'India sta attraversando una fase complicata. La nazionale non è riuscita a qualificarsi per i Mondiali del 2026 e ha mancato anche l'accesso alla Coppa d'Asia del 2027. Il ranking FIFA riflette le difficoltà attraversate negli ultimi tempi. A Khalid Jamil è stato quindi chiesto di commentare le considerazioni espresse dal collega brasiliano. Il commissario tecnico indiano ha scelto di non alimentare la discussione: "Non mi interessa. Ognuno ha diritto alla propria opinione”.
Jamil ha preferito spostare immediatamente l'attenzione dal giudizio di Ancelotti al lavoro che attende la sua squadra. Per l'allenatore indiano, le prossime partite dovranno soprattutto servire a misurare il livello raggiunto dalla nazionale e a individuare gli aspetti sui quali intervenire: “Il mio obiettivo personale è semplice: preparare bene la squadra e aiutare il calcio indiano a progredire. Queste partite ci mostreranno a che punto siamo e cosa dobbiamo migliorare.”
India, tre sfide per misurarsi con il calcio internazionale
Il calendario offrirà a Jamil un'occasione importante per confrontare la propria nazionale con avversari di livello internazionale. L'India scenderà in campo il 25 settembre a Bengaluru contro Panama, prima del confronto con il Brasile del 3 ottobre a Calcutta.
Tre giorni più tardi, sempre al Salt Lake Stadium, arriverà anche l'Uruguay. Un trittico di partite particolarmente impegnativo, che permetterà alla nazionale indiana di confrontarsi con tre realtà calcistiche differenti. Per Jamil, più che le dichiarazioni degli altri allenatori, sarà soprattutto il campo a fornire le risposte sul reale livello della sua squadra.