Perché l'arbitro Fabio Maresca ha espulso Zlatan Ibrahimovic? È stato solo per colpa di un clamoroso equivoco oppure lo svedese s'è lasciato sfuggire qualche parole di troppo, fuori posto al limite dell'insulto? L'episodio avvenuto al 60° di Parma-Milan è un giallo, sul quale verrà fatta luce dal Giudice Sportivo entro martedì quando, lette le motivazioni a referto del direttore di gara, deciderà anche quale sanzione comminare al calciatore.

La ricostruzione dell'espulsione di Ibrahimovic

La ricostruzione dell'episodio aiuta a inquadrare il contesto della partita, cosa è successo e abbia spinto l'arbitro Maresca a estrarre il cartellino rosso nei confronti dell'attaccante rossonero. Il fatto si verifica quando manca ancora mezz'ora alla fine della partita. Il Milan è in vantaggio per 2-1 (grazie ai gol di Rebic e Kessié) e in possesso della palla: a centrocampo Çalhanoğlu viene spinto da un avversario e il controllo della sfera si rivela problematico, Saelemaekers interviene e ingaggia il contrasto con Pezzella. Il direttore di gara giudica l'intervento del giocatore emiliano falloso e fischia la punizione in favore dei rossoneri. È in quel momento, a gioco fermo, che Ibra pronuncia la frase che, di lì a poco, sarà causa dell'espulsione.

Cosa ha detto Zlatan all'arbitro Maresca

Il nocciolo della questione è proprio questo: cosa ha detto Ibrahimovic a Maresca per meritare il cartellino rosso diretto? Possibile che abbia insultato il direttore di gara nonostante avesse fischiato una punizione in favore del Milan? E perché protestava? In un altro momento del match lo svedese si era lamentato per l'atteggiamento scorretto dei calciatori del Parma ma questa volta si lascia sfuggire dell'altro e le sue parole vengono giudicate molto gravi.

Zlatan e l'arbitro non sono vicini, tra i due c'è qualche metro di distanza ma nel silenzio di San Siro (si gioca a porte chiuse) Maresca capta quelle frasi dette tra i denti, bofonchiate e rivolte nei suoi confronti. Non estrae subito il cartellino rosso: dalle immagini si vede che, almeno inizialmente, sembri lasciar correre poi dinanzi all'insistenza del calciatore decide per l'espulsione.

Secondo la versione fornita da Pioli non c'è stata alcuna mancanza di rispetto né espressione offensiva da parte di Ibra. "L'ultima frase che avrebbe detto, da quanto mi ha riferito, è stata: Allora davvero non ti interessa quello che ti dico io?". Alla difesa del tecnico si aggiunge anche la spiegazione dallo spogliatoio rossonero e, in particolare, l'interpretazione delle frasi della discordia. "Mi sembra strano che non te ne freghi di quello he dico…". Sarebbero queste le parole incriminate se è vero che quel "mi sembra strano" sarebbe stato (forse) recepito come "sei un bastardo".

Difficile dire con certezza cosa sia accaduto, potrebbero però esserci state anche altre espressioni non colte dai microfoni e causa del cartellino rosso. Non c'è una ricostruzione completa di tutte le parole dette da Ibrahimovic nei momenti precedenti. In situazioni del genere non è previsto l'uso della prova tv/audio a meno che la Procura Federale non decida di aprire un dossier sull'episodio. Si tratta solo di ipotesi considerato che, ammesso vi sia una traccia audio dell'incontro, potrebbe essere solo parziale e in ogni caso non dirimente rispetto all'episodio specifico.

Cosa rischia Ibrahmovic espulso da Maresca

Martedì, al massimo mercoledì, arriverà il verdetto del Giudice Sportivo. Tutto dipenderà da quanto verbalizzato a referto dall'arbitro Maresca e la lettura delle motivazioni indicate nel dispositivo ufficiale potrà sciogliere il rebus. Al momento è certo che Ibrahimovic salterà sicuramente un turno (la partita con il Genoa a San Siro), provvedimento che scatta in automatico dopo un cartellino rosso, ma rischia 2 giornate di squalifica (verdetto minimo a censura di espressioni irriguardose o ingiuriose). Il Milan è pronto a fare ricorso.