Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha parlato in un'intervista esclusiva rilasciata ad ‘As'. Il tema principale è stato ovviamente quello relativo all'ultimo comunicato diramato dalla Uefa circa le decisioni prese sui club che hanno partecipato al progetto iniziale della Superlega. Una presa di posizione importante che ha trovato d'accordo lo stesso Infantino che ha ribadito il suo pieno sostegno a Ceferin alla Uefa:

"La sosteniamo nel suo rifiuto alla Superlega e ci opporremo sempre a qualsiasi topo di competizione che non faccia parte della struttura globale del calcio". Il prescindete della FIFA ha però voluto ribadire al meglio la sua posizione attuale in questa situazione: "Detto questo, è anche mio obbligo mediare tra le parti in modo che inizi un dialogo profondo e costruttivo alla ricerca di soluzioni positive per affrontare insieme i problemi del calcio"

Il tema delle sanzioni per i club che hanno preso parte alla Superlega

Infantino ha però anche parlato delle sanzioni ai club della Superlega sottolineando come ci siano organi competenti e indipendenti in grado di analizzare al meglio cosa si possa fare al riguardo: "Non è mio compito parlarne – ha detto Infantino – Ma questo non significa che io stia escludendo la possibilità di sanzioni a livello nazionale, continentale o globale". Il presidente della FIFA prosegue nella sua spiegazione: "O i club scelgono di far parte delle strutture del calcio o dovranno affrontare le proprie conseguenze". Una presa di posizione importante da parte di Infantino che mette di fronte a un bivio queste società nonostante il ‘patteggiamento' con la Uefa di alcuni di questi club tranne Juventus, Barcellona e Real Madrid.

E a proposito di queste tre società, Infantino ha detto: "Sappiamo quanto siano importanti – ribadisce – ma dobbiamo anche pensare alle squadre che non sono così grandi e di quelle leghe e federazioni che non sono in cima alla piramide di questo sport". Al termine dell'intervista Infantino però vuole ancora una volta mettere in evidenza l'importanza del dialogo tra le istituzioni calcistiche mondiali e i cosiddetti ‘club ribelli' di Superlega: "La Uefa dovrà prendere la decisione più giusta e capire quali siano le azioni già appropriate – ha concluso – Ma non dobbiamo perdere di vista la possibilità di trovare soluzioni comuni a problemi comuni".